Lutto
Via D’Achiardi, l’Università non rimanga in silenzio
Una mozione presentata nel consiglio degli studenti chiede al rettore di prendere posizione sulla cancellazione
pisa. «L'Ateneo è parte attiva di Pisa e non può restare neutrale su alcuni argomenti». Dopo il no del consiglio comunale, al quale non è bastata una petizione di oltre 23mila firme, sono gli studenti universitari a rilanciare la richiesta di cancellare l’intitolazione a Giovanni D’Achiardi, ex rettore dell’Università di Pisa che dopo l’emanazione delle leggi razziali determinò l’espulsione di 20 docenti e di centinaia di studenti ebrei, della via nel quartiere Don Bosco a lui dedicata. O almeno, chiedono all'Ateneo di non rimanere indifferente di fronte ad una mobilitazione che ha coinvolto migliaia di persone e ad un dibattito politico che ha agitato l'assemblea comunale. Ieri il consiglio degli studenti dell'Università ha approvato all'unanimità una mozione presentata dalla lista Sinistra Per per chiedere «una presa di posizione dell’Ateneo» sull'argomento.
«All’epoca della proclamazione delle leggi razziali, il rettore D’Achiardi si è reso responsabile della deportazione di 20 docenti, 290 studenti stranieri e un numero ignoto di studenti italiani – sottolinea Angelica Chidichimo, membro del consiglio –. Nel nostro Ateneo, nel 2018, 80 anni dopo le leggi sulla “difesa della razza”, si è svolta un’importante manifestazione in cui tutti gli Atenei italiani hanno voluto ricordare e assumere le responsabilità per l’attuazione di quella legislazione. In quella giornata ci fu anche un memorabile messaggio di Liliana Segre (a cui dopo l’Università ha conferito la laurea honoris causa) e proprio in ragione di questa presa d’atto e per rendere concrete quelle scuse, chiediamo che l’Ateneo rifletta e prenda una posizione sul tema. Il rettore Mancarella nel 2018 dichiarò inoltre esplicitamente l’obbedienza colpevole di D’Achiardi. È necessario quindi che l’Università, direttamente coinvolta, si esprima quanto prima in favore della rinomina della strada».
La mozione approderà e sarà discussa in Senato accademico e nel consiglio di amministrazione dell'Università. «Riteniamo che rimanere in silenzio non sia giusto, anche per difendere il lavoro e gli studi del comitato scientifico di San Rossore 1938 che in quel consiglio comunale è stato sminuito e attaccato, ma soprattutto è per la memoria di quei docenti e studenti che non possiamo rimanere in silenzio – aggiunge Anna Fabbri, rappresentante di Sinistra Per nel Senato accademico –. Chiediamo anche che la biografia del rettore D’Achiardi sul sito dell'Università sia aggiornata e integrata con la realtà storica a lui aderente e il suo coinvolgimento nell’applicazione delle leggi razziali. Non si tratta di fantomatica cancel culture, ma di intitolare una strada a una vittima e non a chi ha deciso dall’alto chi sommergere e chi salvare e che il giudizio storico colloca nella zona grigia, patria di chi non ha preso una posizione netta in difesa di chi è stato oppresso e infine ucciso da tali decisioni».
D.R.
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