Il Tirreno

Pisa

il quinto rapporto della scuola normale 

Mafie, Pisa è quarta in Toscana per numero di beni confiscati

Mafie, Pisa è quarta in Toscana per numero di beni confiscati

L’11 per cento si trova in provincia. Sono di più solo ad Arezzo, Pistoia e Prato

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. L’11 per cento dei beni confiscati alla mafia in Regione si trovano in provincia di Pisa. In percentuale si tratta della quarta provincia toscana per concentrazione, al primo posto ci sono ex aequo Arezzo e Pistoia (16 per cento) e a seguire Prato (12 per cento).

Quelli sotto confisca in provincia di Pisa sono per la gran parte beni immobili (il 12,1 per cento), meno invece le aziende (3,2 per cento).

La metà circa dei beni in gestione sono localizzati in sole tre province: Pistoia (58 beni), Pisa (57 beni) e Prato (55 beni). I beni attualmente in gestione in Toscana sono 377 (70 per cento del totale), in aumento rispetto all’anno precedente (più 10 per cento).

Sono dati contenuti nel quinto rapporto sui fenomeni corruttivi e di criminalità organizzata in Toscana redatto dalla Normale di Pisa e relativo al 2020. A curarlo sono stati il ricercatore Salvatore Sberna e la professoressa Donatella Della Porta, della classe di scienze politico-sociali della Normale.

Per la provincia di Pisa è più confortante il dato sulla corruzione: dal punto di vista della distribuzione territoriale degli episodi di corruzione, ben 26 casi hanno come sede Firenze, mentre una distribuzione omogenea (6-7 eventi) contraddistingue le province di Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Prato e Siena. Le province di Arezzo, Pisa e Pistoia si collocano invece in una fascia più bassa, tra 2 e 3 episodi nell’intervallo temporale considerato. Come un virus, la criminalità è capace di mutare e in Toscana le organizzazioni criminali mostrano una forte vocazione imprenditoriale e una capacità di investire capitali illecitamente accumulati, sia per riciclarli che per fare impresa, anche se lo scorso anno non sono emersi elementi che facciano ipotizzare un loro radicamento organizzativo.

Sono stati 42 gli eventi analizzati e nel 38% dei casi è la camorra la matrice interessata, seguita dalla ‘ndrangheta (29%) e dalla mafia (21%). Il loro campo di azione spazia dal traffico internazionale di stupefacenti, ai cartelli di imprese creati per manipolare il mercato degli appalti pubblici o settori come la gestione dei rifiuti.

Rispetto ai fenomeni corruttivi emersi in Toscana (67) sono le figure professionali (avvocati, commercialisti, notai, ingegneri, architetti, medici, ecc) a svolgere una funzione centrale all’interno delle reti di corruzione che assumono natura duttile e “camaleontica” come corruttori o intermediari, o garanti, o procacciatori d’affari quando non anche “facilitatori”. Le società pubbliche e partecipate rappresentano la nuova frontiera della corruzione, con abusi di potere da parte dei manager e dei dirigenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa