Finanza
Insulti e aggressioni, Daniela finisce in cella
Arrestata la trans conosciuta per i suoi eccessi con minacce e offese a passanti e commercianti
PISA. Lei che sbraita in Corso Italia contro chi passeggia e la guarda stralunato. O anche diversi show, alcuni riprese e rilanciate sui social, in cui si denuda urlando ai passanti frasi senza capo né coda. Nemici immaginari presenti solo nella sua mente. Il personaggio, a volte pittoresco, che animava in negativo il centro e spesso lo rendeva un luogo da evitare, è finito in carcere.
È un brasiliano di 38 anni, all’anagrafe uomo, nome d’arte Daniela, che negli eccessi di una professione esercitata sull’Aurelia e a Porta a Mare ha avuto modo di farsi conoscere. E sempre per motivi di massimo fastidio verso il prossimo.
Dopo aver messo in fila una serie di episodi contestati al brasiliano, la polizia ha eseguito un ordine di carcerazione firmata dal gip e chiesto dalla Procura della Repubblica. L’hanno portato nel carcere di Sollicciano.
Da un paio d’anni si fa vedere a Pisa. Una presenza che è diventata familiare alle forze dell’ordine chiamate a disinnescare situazioni aggressive e moleste con il 38enne sempre in primo piano. Finché le intemperanze erano limitate a urla sconnesse, il dialogo è stato la risposta più efficace per placare il tipo iracondo. Quando è diventato anche violento si è reso necessario lo stop in cella.
La prima aggressione risale al 15 novembre all’interno di un supermercato del centro dove il brasiliano ha dato in escandescenza litigando con gli addetti e, all’ arrivo di una pattuglia della polizia municipale, picchiando pure gli agenti. Un operatore ha riportato un trauma contusivo oltre a ricevere gli sputi del sudamericano. Il 17 novembre altra scenata in Corso Italia, davanti la chiesa del Carmine. La sequenza è iniziata con un colpo di bottiglia in testa a un clochard che è solito chiedere qualche spicciolo fuori dai minimarket. Era stato uno dei testimoni della lite di due giorni prima. Un colpo che gli ha provocato una ferita vistosa al capo. Ma c’era dell’altro prima di quel ferimento. Dopo aver ricevuto il Daspo Willy per l’episodio al bar Livorno, anche quello finito su Facebook, il 38enne era tornato a frequentare il pubblico esercizio nonostante il divieto imposto dal questore. In quell’occasione dopo aver rotto lo specchietto retrovisore a una macchina era stato picchiato dal proprietario della vettura. In Corso Italia sono diversi i commercianti che se lo ricordano quando, dopo essersi tagliato gli avambracci, si avvicinava ai negozianti minacciando di infettarli sostenendo di essere malato.
Nel conto ci sono anche i danneggiamenti in piazza del Duomo il 16 e il 23 novembre. Cartellonistica stradale divelta e insulti agli addetti dell’Opera della Primaziale Pisana coronando il tutto con l’urinare in piazza prima ignorando la presenza dei turisti. L’arresto in carcere ha sospeso le scorribande fuori di senno.
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