Sicurezza
Sit-in di protesta contro il licenziamento del vigilante
pisa. Si riuniranno in presidio per esprimere solidarietà al collega licenziato, ma soprattutto per denunciare quello che il sindacato definisce un «atto repressivo». Per domani, alle 14, la Filcams-Cgil di Pisa ha organizzato un sit-in alla rotonda Curzio Massart, nei pressi dei parcheggi dell'ospedale di Cisanello, per contestare il licenziamento di una guardia giurata non armata, dipendente dell'istituto di vigilanza Worsp e delegato sindacale della Filcams, destituito dopo aver lasciato per qualche minuto la postazione di lavoro per ascoltare le richieste di un collega in difficoltà. «Un atto pretestuoso e intimidatorio – accusa la Cgil – contro un rappresentante sindacale che si è da sempre esposto e ha sempre lottato per l’affermarsi di giuste e dignitose condizioni di lavoro per i lavoratori».
Il licenziamento ha fatto scattare un'ampia mobilitazione che ha unito organizzazioni sindacali, partiti e movimenti nella richiesta di reintegro del lavoratore. «Un delegato sindacale che insieme ai colleghi ha portato avanti una lunga vertenza che investiva non solo la Worsp, ma anche le committenze pubbliche (Asl Nord-Ovest, Estar, Aoup), ottenendo la regolarizzazione dei contratti di lavoro e interventi migliorativi a tutela della salute e sicurezza degli addetti», sottolinea il sindacato di base Cub esprimendo solidarietà al lavoratore licenziato e chiedendo un «immediato intervento della committenza pubblica» per il reintegro. Sostegno e solidarietà al lavoratore sono espressi anche da Diritti in comune, che evidenzia «l'atto di pura repressione e rappresaglia che colpisce un lavoratore e rappresentante sindacale che in tutti questi anni ha promosso vertenze e lotte all’interno del proprio luogo di lavoro per rivendicare i propri diritti e quelli dei suoi compagni». «Chiediamo l’immediato ritiro del licenziamento e il reintegro del lavoratore – è la richiesta della forza politica – e riteniamo necessario che l’Aoup, ovvero la stazione appaltante, intervenga nei confronti della Worsp a fronte di questa sua condotta».
Stessa richiesta da parte di Rifondazione comunista, che mette sotto accusa il codice degli appalti. «Una delle cause più gravi che determinano situazioni analoghe è il perdurare del codice degli appalti che rappresenta un sistema di privatizzazione dei servizi e di dequalificazione del lavoro nell’ambito delle strutture pubbliche – evidenzia il partito –. Fin quando non saranno ripensate le procedure di esternalizzazione e di affidamento a privati dei servizi in ambito pubblico, queste forme di grave prevaricazione da parte di multinazionali (e cooperative) si diffonderanno sempre di più».
«La Worsp non è un caso isolato, negli ultimi mesi molte aziende hanno mostrato atteggiamenti antisindacali, fino al licenziamento, contro lavoratori e soprattutto delegati sindacali – concludono i Cobas –. È la conseguenza derivante dal sistema degli appalti, con forme di discriminazione di lavoratori in appalto rispetto a coloro che hanno medesime mansioni, ma con contratti meno discriminanti».
D.R.
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