Il Tirreno

Pisa

riforma approvata in consiglio 

Laboratorio Riformista: consultazione sui Ctp allargata anche ai 16enni

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PISa. Approvata dal consiglio comunale, martedì, la riforma dei Ctp, Consigli territoriali di partecipazione. A favore 20 consiglieri (Lega, Fdi-Ndp, Fi), contro 8 (Pd, M5S, Diritti in Comune), astenuta la consigliera Emanuela Dini (gruppo misto). Ora, per l’effettiva realizzazione di questa riforma, è necessario un nuovo specifico regolamento per il quale occorre una nuova delibera del consiglio comunale.

Sulla vicenda dei Ctp e della partecipazione interviene il Laboratorio Riformista, progetto politico nato a settembre dalla collaborazione di +Europa, Azione, Italia Viva, Riformisti per Pisa e Patto Civico di Antonio Veronese.

«Sono passati più di tre anni dall’insediamento della nuova giunta di destra – scrive Laboratorio Riformista – ed a distanza di tutto questo tempo il tema della partecipazione è stato ridotto ad uno stato di “ibernazione” volontaria per arrivare, all’improvviso, ad una proposta di riforma dello statuto dei Ctp che altro non è se non una manovra elettorale studiata in vista della scadenza del mandato per fini strategici e non certo di interesse collettivo: è mancata infatti la discussione con i cittadini, anche in forma di realtà associative, e la pioggia di critiche che i comitati di quartiere e le associazioni di vicinato hanno recentemente rivolto all’amministrazione ne è la chiara testimonianza. Nel migliore dei casi quindi questi nuovi e frettolosi organismi saranno disponibili all’insediamento alla vigilia delle elezioni: una manovra esclusivamente elettorale, neanche nascosta troppo».

Laboratorio Riformista propone quindi di introdurre «alcuni elementi innovativi subito», tra cui «una consultazione popolare rivolta a tutti gli iscritti alle liste elettorali del comune, allargata anche ai sedicenni che potranno esprimere la loro opinione per la prima volta sulla vita cittadina». Inoltre «l’accesso ai Ctp non dovrà essere garantito solo a partiti ed alle liste rappresentate nel consiglio comunale, ma anche ai comitati di quartiere, alle associazioni e alle associazioni di categoria. Sarà importantissimo l’introduzione del parere obbligatorio ma non vincolante per rendere questi organi rappresentativi del proprio quartiere protagonisti della vita politica e amministrativa della città».

«Questi – conclude Laboratorio Riformista – sono alcuni dei principali punti che intendiamo portare all’attenzione della città e lo faremo attraverso atti in consiglio comunale, grazie alla preziosa collaborazione del consigliere Antonio Veronese di Patto Civico».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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