Sicurezza
Dopo 20 anni torna a sgorgare l'acqua dalla fontana in piazza dei Cavalieri
Un progetto in collaborazione tra comune di Pisa, Pisamo e Acque. Il sindaco: riattivare tutte le fontane un tempo collegate all’acquedotto mediceo
PISA. Lo zampillio dell’acqua non si sentiva da 20 anni. Tanto che, ai meno accorti o alle persone di passaggio, quella di piazza dei Cavalieri poteva quasi non sembrare una fontana. Da ieri però l’acqua (potabile) è tornata e la storica “fontana del Gobbo”, di fronte alla sede della Normale, ha riconquistato la sua antica funzione di approvvigionamento idrico.
Un gesto simbolico che restituisce un ulteriore tassello al mosaico della Pisa “città d’acqua”, ma anche un’occasione per sensibilizzare la cittadinanza al corretto e responsabile utilizzo di una risorsa fondamentale. «Il messaggio è trasversale – dice l’assessore all’ambiente Filippo Bedini –. Ambientale, certo, grazie alla possibilità di riempire la borraccia con l’acqua potabile delle fontane senza ricorrere alle bottigliette di plastica (con relativa diminuzione di rifiuti). Ma anche culturale e sociale. Questa è infatti un’occasione, magari coinvolgendo anche le scuole, per parlare della storia cittadina, quando l’acqua corrente non arrivava direttamente nelle case, e dimostra l’attenzione dell’amministrazione verso il decoro della città. Una fontana spenta è un luogo che attrae degrado. Ora partiamo dal cuore della città per arrivare poi alle periferie».
Il recupero di questa fontana fa parte del progetto “Pisa città d’Acqua”, portato avanti dal Comune insieme a Pisamo e Acque Spa con l’obiettivo di sensibilizzare alle buone pratiche relative alle risorse idriche. «Vorremo che questa – sottolinea Bedini – fosse solo la prima tappa del progetto».
E infatti l’idea, aggiunge il sindaco Michele Conti, è anche quella di «riattivare tutte le fontane un tempo collegate all’acquedotto mediceo, che da Asciano portava “l’acqua buona” del Monte Pisano in città da dove si diramava in una serie di fontane fondamentali per l’approvvigionamento cittadino. Come testimoniano le foto storiche, alla “fontana del Gobbo” c’erano sempre donne e bambini a prendere l’acqua. Fondamentale poi aprire al più presto i cantieri per il più ampio progetto del rifacimento dell’acquedotto mediceo, per il quale il ministero della Cultura ha stanziato 3,2 milioni di euro».
Soddisfazione anche da Acque Spa. «Riattivare una fontana storica – sottolinea il presidente Giuseppe Sardu – significa veicolare il messaggio che l’acqua è un bene prezioso da tutelare. In questo senso ha un valore pedagogico, soprattutto verso le nuove generazioni, a cui ci indirizziamo tanti progetti nelle scuole pisane, coinvolgendo ogni anno migliaia di bambini».
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