Attenzione
Sei “Case della comunità” sul territorio della Zona pisana
La proposta dei soci della Società della Salute all’Asl Toscana Nord Ovest «Chiediamo anche una struttura hub aggiuntiva e un’altra nell’area delle Colline»
PISA. Sei Case della Comunità (Cdc) invece delle cinque ipotizzate dall’Asl Toscana Nord ovest e due di queste (invece dell’unica indicata dall’Azienda) dovrebbero svolgere la funzione di hub, assicurando la presenza medica h24 per sette giorni alla settimana e infermieristica per 12 ore al giorno sette giorni su sette. È la proposta della Società della Salute per quanto riguarda le Cdc da realizzare nella Zona Pisana (comuni di Calci, Cascina, Crespina-Lorenzana, Fauglia, Orciano, Pisa, San Giuliano Terme, Vecchiano e Vicopisano), destinata a diventare la prima porta d’accesso ai servizi sanitari del territorio e la più vicina ai cittadini nella riforma della sanità territoriale varata dal governo e che sarà finanziata con risorse del Pnrr.
Il documento è all’attenzione dei vertici dell’Azienda dall’assemblea dei soci della Sds, che si è svolta a Fauglia. «Nell’occasione abbiamo accolto l’ipotesi dell’Azienda che prevede due Case della Comunità nel comune di Pisa e una in quelli di Cascina, Vecchiano e San Giuliano Terme, ma anche chiesto di valutare la possibilità di realizzarne un’altra nel territorio delle zone collinari (Crespina-Lorenzana, Fauglia e Orciano Pisano) per dare risposta ai bisogni dei cittadini di questa area e di fare della Cdc di Cascina una “Casa hub”, aggiuntiva a quella già prevista per Pisa – dice il presidente della Sds pisana Sergio Di Maio–-. Insieme agli altri colleghi sindaci e assessori dell’assemblea abbiamo lavorato in modo intenso e in tempi strettissimi, dato che l’ipotesi dell’azienda ci è stata formulata il 4 novembre scorso, per definire una proposta migliorativa, a partire comunque dalla considerazione che ci troviamo di fronte ad un passo in avanti di grande portata, dato che la Zona Pisana è l’unica della Toscana ancora del tutto priva di Case della Comunità».
Le Cdc proposte sono state individuate, tra l’altro, in base alla distribuzione della popolazione residente nel territorio e alle disponibilità di immobili dell’Asl Toscana Nord Ovest.
«L’assemblea dei soci ha ritenuto anche necessario che il confronto non rimanga relegata alle sedi istituzionali, ma che si apra un confronto con la cittadinanza», sottolinea Di Maio. «Per questo – aggiunge la vicesindaco di Calci, Valentina Ricotta – abbiamo organizzato un incontro pubblico che si svolgerà martedì 14 dicembre nei locali del Teatro Valgraziosa di Calci in cui presenteremo la proposta».
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