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Pisa, i docenti del Buonarrotti: "Inaccettabile e inopportuna l'occupazione dell'Istituto"

Pisa, i docenti del Buonarrotti: "Inaccettabile e inopportuna l'occupazione dell'Istituto"

Il documento approvato a maggioranza dagli insegnanti dello Scientifico

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Pisa. Il Collegio dei docenti del Liceo scientifico Buonarroti di Pisa (documento approvato dal Collegio dei docenti del Liceo “Buonarroti” a maggioranza, con 8 voti contrari e 4 astenuti), in una nota sottolinea di ritenere inaccettabile e inopportuna l'occupazione dell'istituto: "Di fronte all’occupazione del Liceo Buonarroti, avvenuta nella notte tra il 29 e il 30 novembre, noi docenti della scuola esprimiamo profonda amarezza, sconcerto e netto dissenso rispetto a un gesto che per molteplici motivi riteniamo inaccettabile e che molti e molte di noi hanno sentito come uno schiaffo, un atto violento di chiusura e rifiuto. Non possiamo accettare l’interruzione forzata di tutte le attività messa in atto con modalità non condivisibili, né l'esposizione dell’edificio scolastico a danni anche gravi alle strutture e a possibili atti di vandalismo e furti – una situazione che appare tanto più paradossale, se le carenze strutturali e gli spazi inadeguati sono proprio alcuni tra i motivi per cui si afferma di lottare. Per non parlare del rischio sanitario che la permanenza prolungata nell’edificio scolastico senza possibilità di garantire il rispetto delle misure anti-Covid può produrre in un periodo di pandemia o della sospensione delle attività di recupero, orientamento e potenziamento programmate in questi giorni".

E si aggiune: "Riteniamo la scelta di occupare la scuola inopportuna, perché chiude le porte a quel dialogo docenti-studenti che abbiamo faticosamente cercato di mantenere aperto anche in questi mesi difficili, una scelta priva della possibilità di incidere positivamente sulla realtà, che mina la necessaria fiducia reciproca tra docenti e studenti, creando una inutile e dannosa contrapposizione. Il desiderio di partecipazione, il legittimo bisogno di affermare le proprie idee e rivendicazioni non possono essere affidati a un’azione che appare emulativa e rituale, al termine della quale ciò che resta da fare, insieme alla conta dei danni, è un lavoro di ricucitura di un doloroso strappo. Comprendiamo il disagio, la solitudine, la necessità di spazi di aggregazione, condivisione e confronto tra pari. Proprio per questa comprensione avevamo offerto ai nostri studenti uno spazio di incontro permanente in cui, insieme, potessimo tentare di costruire un innovativo esperimento scolastico che fosse più aperto ai loro bisogni e desideri. E siamo ben consapevoli che alcune delle istanze poste dagli studenti e dalle studentesse del Buonarroti devono essere prese sul serio: dalle gravi carenze dell’edilizia scolastica alla trasformazione della scuola in un jukebox dei saperi volto a creare non cittadini e cittadine consapevoli, ma meri individui performativi. La richiesta di aule e spazi adeguati che tutti noi condividiamo è in conflitto con questa occupazione. Le componenti della scuola, in particolare la dirigenza e il Consiglio di Istituto, si erano infatti da tempo attivate con un impegno che sta portando a risultati volti a ripristinare il normale orario scolastico. L’orario prolungato era parso in tal senso al Consiglio d’Istituto l’alternativa meno gravosa rispetto ai doppi turni per preservare la frequenza della scuola. Questa occupazione rischia invece di far slittare la realizzazione dei lavori da parte della Provincia, così faticosamente iniziati, anche per il necessario ripristino degli spazi occupati. Alcuni passaggi del documento degli studenti ci hanno lasciati interdetti: la scuola presentata come istituzione chiusa e i docenti come erogatori di sterile nozionismo sono una visione nella quale noi non ci riconosciamo e non riconosciamo il nostro Liceo, per la sua storia e per il nostro agire. Le accuse che sono state rivolte direttamente a noi, dipinti come figure autoritarie e opprimenti, disegnano un’immagine assai lontana da quella che emerge dalle nostre pratiche quotidiane che gli studenti e le studentesse del Buonarroti ben conoscono. Al dialogo con gli studenti, che riteniamo parte fondante ed essenziale del nostro lavoro, gli insegnanti del Buonarroti non hanno mai chiuso né chiuderanno le porte, ma questo dialogo deve avvenire all’interno di spazi democratici. In questi spazi condivisi, che noi docenti da tempo abbiamo proposto agli studenti di creare insieme, per il momento senza ricevere un reale riscontro, potremo costruire un’idea di scuola che porti frutti positivi, in un confronto reciproco che, al momento, l’occupazione della scuola ha forzatamente interrotto".

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