Il Tirreno

Pisa

sabato il corteo 

Lavoro e investimenti, ecco la manifestazione del “No Draghi Day”

Sara Venchiarutti

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pisa. «Questo governo punta sull’aumento delle diseguaglianze, prendendo di mira le fasce più deboli della società». Dai licenziamenti alle privatizzazioni, dal carovita agli investimenti, ritenuti insufficienti, in settori centrali come sanità, istruzione e trasporti. Sono solo alcuni dei temi che saranno portati in piazza sabato per il “No Draghi Day”, manifestazione nazionale che si terrà in diverse città italiane. Tra queste Pisa, dove a mobilitarsi sono le tre sigle del sindacalismo di base Usb, Cobas e Sgb. L’appuntamento è alle 15 in piazza XX Settembre, da dove partirà un corteo che arriverà fino alla prefettura, in piazza Mazzini. «Tutta la cittadinanza può partecipare», è l’invito che arriva dalle tre realtà sindacali. «La manifestazione del 4 dicembre – spiegano Cinzia Della Porta di Usb, Marco Lotti (Cobas) e Antonio Piro di Sgb – si pone in diretta continuità con lo sciopero dello scorso 11 ottobre contro questo governo, che sin dal suo insediamento sta portando avanti una politica antipopolare, vincolata ai diktat dell’Ue a vantaggio esclusivo delle grandi aziende. Si tratta di un attacco pesantissimo a una parte di popolazione che vedrà peggiorare sempre di più le proprie condizioni economiche».

A preoccupare i sindacati è soprattutto lo sblocco dei licenziamenti. «Le aziende con grandi numeri vanno alla ribalta della cronaca – continua Della Porta – ma sono tantissime le realtà più piccole che stanno mandando a casa i lavoratori. Quotidiane le chiamate di licenziamenti. Stesso discorso per lo sblocco degli sfratti». Una linea, quella del governo, «confermata dalla Legge di Bilancio che, come il Pnrr, ignora l’urgenza di una redistribuzione del reddito e non destina risorse a settori fondamentali». Sanità, scuola e trasporti: queste le aree dove «i mancati investimenti pesano di più», aggiunge Lotti (Cobas). «Troppe le aziende che hanno un andamento “a fisarmonica”, dove le assunzioni seguono le flessioni della produzione. Quando quest’ultima cala, i lavoratori vengono mandati a casa», sottolinea Antonio Piro di Sgb.

Sara Venchiarutti

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