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Antenna Iliad del Cep, il comitato di quartiere: «Il sindaco ci risponda»

I residenti convocano un presidio per sabato in via Vecellio e chiedono a Conti di partecipare per spiegare la situazione

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PISA. Lettera aperta al sindaco sull’antenna Iliad in via Vecellio da parte del comitato di quartiere Cep. «Siamo ancora una volta a chiederle quali siano le prospettive e il destino dell’antenna Iliad di via Vecellio. E stavolta glielo chiediamo pubblicamente, essendo state disattese le nostre ripetute richieste di incontro, inoltrate anche via Pec e sollecitate per telefono», scrive il comitato rivolgendosi a Michele Conti.

«E di questo ce ne dispiace, perché inizialmente lei ci ha fatto sperare che fosse dalla nostra parte contro questo enorme traliccio, installato in fretta e furia a soli 24 metri dalle palazzine Apes di via Vecellio. Le ricordiamo infatti – si legge ancora – che durante l’assemblea del 20 marzo scorso, tenutasi sotto il traliccio, fu lei stesso a prometterci che ci avrebbe aggiornato entro 15 giorni e che avrebbe fatto di tutto per togliere l’antenna. Ma al di là delle promesse, ciò che ci sorprende è questo suo assordante silenzio, che perdura oramai da più di otto mesi, che ci fa pensare a un suo poco interesse verso questo importante argomento che non riguarda solo il nostro quartiere, ma tutta la città».

In particolare, aggiunge il comitato dei residenti, «ci meraviglia che lei, come diretto responsabile della salute dei cittadini di Pisa, non abbia nulla da ridire in merito a questo sistema multi-antenne, installato a soli 24 metri dalle palazzine dell’Apes e in una zona del quartiere dove, a soli 600 metri di distanza, è presente un altro sistema multi-antenne, da tempo installato sul campanile della chiesa di San Ranieri e recentemente potenziato. Vige, per questa tipologia di impianti, il principio della massima cautela, per il quale quell’antenna non può stare lì».

«Le chiediamo quindi – prosegue la lettera – se lei abbia mai contestato ad Arpat il parere favorevole emesso per l’impianto, pur senza aver effettuato alcuna misurazione del campo elettrico, avendone Arpat demandando il compito allo stesso concessionario, che è diventato quindi controllore di se stesso. Le chiediamo inoltre come sia stato possibile che la Sovrintendenza abbia autorizzato, in una zona pre-Parco come quella di San Rossore, l’installazione in fretta e furia di quell’enorme traliccio, alto oltre 27 metri, che supera in altezza tutti i palazzi e gli alberi vicini».

Inoltre, il comitato chiede «come sia stato possibile che sul permesso a costruire, la Direzione urbanistica comunale abbia permesso, a sua insaputa, la formazione del silenzio assenso che ha poi aperto la strada ad Iliad nel ricorso al Tar contro la sua ordinanza di rimozione dell’impianto. Riteniamo infatti che se si fosse intervenuti tempestivamente con un intervento politico si sarebbe potuto concordare con Iliad una collocazione diversa».

La conclusione: «Noi rimaniamo ancora una volta in attesa delle sue risposte, per le quali la aspettiamo il 4 dicembre prossimo alle ore 10, ancora sotto il traliccio di via Vecellio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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