Gioco
Il sindaco: la lezione di Pietro Leopoldo in tempo di pandemia
PISA. Al teatro Verdi, ieri, consiglio comunale straordinario in occasione delle celebrazioni per la Festa della Toscana. Presenti il sindaco Michele Conti, il presidente della Regione Eugenio Giani, il presidente del consiglio comunale Alessandro Gennai, il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, il presidente della Provincia Massimiliano Angori, la professoressa Valeria Raglianti per l’Ufficio Scolastico Provinciale.
«Pietro Leopoldo nel 1786, 236 anni fa, firmò l’abolizione della pena di morte, primo al mondo. Da quel momento, forse, gli uomini smisero di essere semplici sudditi e iniziarono a diventare cittadini. Cominciò a imporsi la civiltà dei diritti e dei doveri, quel patto che gli uomini hanno siglato per tendere a una pacifica e reciproca convivenza», ha detto il sindaco nel suo intervento.
«Dobbiamo celebrare questa ricorrenza con piena consapevolezza – ha aggiunto – per comprendere che il percorso della piena cittadinanza è stato molto lungo. Ma è un cammino che non possiamo permetterci di arrestare, finendo per accettare uno scontro che può solo portare danno a tutti. Peraltro mentre continua ad infuriare la tempesta globale della pandemia. Mi rivolgo in particolare ai nostri ragazzi che in questa particolare vicenda sono stati di esempio per noi adulti, accettando la vaccinazione come soluzione al problema e non come problema. C’è bisogno della piena responsabilità di tutti per uscire, al più presto, da questa pandemia sanitaria che ha sospeso il nostro tempo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
