Il Tirreno

Pisa

sette posti in bilico 

Esuberi a Carrefour I sindacati: servono più investimenti

Danilo Renzullo

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PISA. La mobilitazione proseguirà, almeno in assenza di un’apertura da parte dell’azienda, e nelle prossime settimane potrebbe materializzarsi in una serie di scioperi. I dipendenti dell’ipermercato Carrefour di Ghezzano, già in stato di agitazione, respingono la procedura di licenziamento collettivo aperta dalla multinazionale francese della grande distribuzione organizzata per far fronte al calo dei fatturati (769 esuberi in Italia, di cui 7 nel punto vendita pisano) e si preparano ad una nuova fase della mobilitazione scattata lo scorso mese in occasione dell’annuncio del ridimensionamento degli organici.

È quanto previsto dall’assemblea dei lavoratori Carrefour di Ghezzano riunitasi nei giorni scorsi. «I lavoratori hanno espresso grande preoccupazione per la politica industriale di Carrefour che da anni prevede solo tagli dei costi e nessun importante investimento che consenta all’azienda di rimanere sul mercato italiano – sottolinea la Filcams-Cgil –. L’azienda continua ad imporre scelte unilaterali, nonostante le contrarietà e le preoccupazioni espresse da sindacati e lavoratori. Esempi sono l’estensione degli orari di apertura fino a mezzanotte e l’esternalizzazione del servizio di caricamento degli scaffali. Scelte che si sono rivelate fallimentari, avendo portato ad un aumento dei costi e ad un peggioramento delle condizioni di lavoro. Le ragioni alla base dell’apertura della nuova procedura non convincono – aggiunge il sindacato –. Questo perché il calo del fatturato nel 2020 è conseguenza della crisi economica mondiale, causata delle restrizioni per l’emergenza pandemica. Fatturati che ora sono di nuovo in aumento. L’incidenza del costo del lavoro è inoltre tra le più basse della rete di vendita».

Al contrario, secondo i lavoratori, la causa della bassa redditività è l’assenza di investimenti. «Un intervento sostenibile di riduzione dei costi dovrebbe prevedere la razionalizzazione degli orari di apertura – conclude il sindacato –, riducendo gli orari notturni e le aperture festive, oltre alla reinternalizzazione delle operazioni di caricamento».

Danilo Renzullo

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