Sicurezza
Scuola Leopardi, nei volti di donne celebri lo stop alla violenza
VECCHIANO. Frida Kahlo, Marylin Monroe, la Monnalisa. E ancora la Venere di Botticelli o la Dama con l’ermellino. Donne celebri in tutto il mondo, simbolo di forza, tenacia e bellezza. Fonti di ispirazione per artisti, pittori, registi, che appaiono ora completamente e terribilmente trasformate dalla violenza. Non più rosee e gioconde. Al posto dei colori tenui e candidi, volti violacei, plumbei, con occhi spenti e tumefatti.
Questo il lavoro delle classi terze della scuola media Leopardi di Vecchiano per la giornata contro la violenza sulle donne. Ormai da anni la scuola di via del Capannone sensibilizza i ragazzi su tematiche legate al mondo che li circonda. «Attraverso l’arte digitale, pratica che utilizza la tecnologia digitale come parte essenziale del processo creativo – dice la professoressa Giuliana Del Mauro, che insieme agli altri insegnanti di arte ha portato avanti l’iniziativa –, i ragazzi hanno scelto e analizzato un’opera d’arte di un ritratto femminile. Il periodo storico poteva essere di epoca tarda, moderna o contemporanea e, utilizzando una app come Picsart o una tavoletta grafica, hanno rivisitato l’opera per cercarne una rielaborazione personale».
«Nelle opere c’è sempre un unico elemento in comune: il colore rosso. Questa attività – precisa Del Mauro – ha sviluppato la capacità immaginativa dei ragazzi grazie a strumenti digitali a loro particolarmente vicini. Siamo partiti da un brainstorming, poi le classi hanno elaborato l’immagine grazie al fotoritocco, hanno anche usato il fotomontaggio ed i colori digitali. Nel progetto multimediale hanno cercato di rappresentare la violenza subita da una donna che non è solo fisica, ma anche psicologica o verbale». I lavori sono stati poi raccolti in un video dove tra le immagini più significative compare quella di un’enorme scarpa rossa che sovrasta il plesso scolastico. Chiaro ed esplicito messaggio con cui tutto l’istituto ribadisce con fermezza il suo no o, come scrivono i ragazzi, il suo “Stop alla violenza sulle donne”.
Giulia Serni
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google