Il Tirreno

Pisa

Maltrattamenti

Chiuse la moglie nella stanza e aprì il gas: condannato a 2 anni

Libero Red Dolce
Chiuse la moglie nella stanza e aprì il gas: condannato a 2 anni

I condomini e il figlio della coppia si sono allarmati per il forte odore nella struttura. È stato il ragazzo a salvare la madre aprendo la porta della camera a spallate

4 MINUTI DI LETTURA





pisa. Non l’ha fatta franca come avrebbe sperato per quel tentativo spietato, e pericoloso per la moglie e per gli altri condomini del palazzo a Cisanello, di chiudere la donna a chiave in camera e poi aprire la manopola del gas. A evitare una tragedia fu l’intervento del figlio che si fiondò in casa e aprì a spallate la porta della madre, allertato da alcune persone che avevano sentito puzza di gas.

L’uomo è finito a processo ed è stato condannato a due anni di carcere senza condizionale dalla giudice Annalisa Dini con rito abbreviato. Lo difendeva l’avvocato Massimiliano Parenti. Il pm onorario era Massimo Costabile

L’uomo era finito in carcere con l’accusa di maltrattamenti. Un gesto apparentemente delirante, soprattutto se fosse arrivato alle estreme conseguenze di un’esplosione all’interno del condominio. E che in realtà non rappresenta un unicum nella storia degli uomini violenti nei confronti delle donne. Diverse volte le cronache da tutta Italia hanno riportato di gesti simili da parte di mariti, compagni e partner. La spiegazione che hanno dato, quando l’hanno offerta, era quella di una vendetta. Brutale e al contempo subdola, agita in modo silenzioso.

La storia raccontata in questo articolo è accaduta meno di un mese fa, agli inizi di novembre. E come spesso accade non è stato un gesto improvviso, i segnali di allarme c’erano tutti, come si è potuto ricostruire.

I litigi tra i due erano un’abitudine, innescati quasi sempre dalla gelosia dell’uomo nei confronti della sua compagna. Ossessionato dal controllo, con il tarlo dei presunti tradimenti che avevano scavato la paranoia nella sua mente. Pretendeva che lei scattasse le foto dei luoghi in cui si trovava a conferma delle domande sugli spostamenti.

E nemmeno questo caso aveva fatto eccezione. Prima di arrivare alla violenza fisica, e all’apertura del gas, la serata era stata frantumata da un violento litigio tra l’uomo e la donna. L’uomo pretendeva che lei gli rendesse conto di alcuni suoi presunti atteggiamenti con altri uomini. E da lì a poco la discussione avrebbe assunto toni aspri, insostenibili. E alla fine l’uomo è passato dalla violenza verbale a quella fisica. Mentre si faceva spazio in lui un’idea tanto malsana quanto aberrante.

L’uomo con violenza ha afferrato la moglie, strattonandola più volte. Dopo una breve lotta è riuscito a vincere la resistenza di lei, portandola in una stanza e chiudendo la porta dietro di sé. Di fatto sequestrandola, perché diede anche dei giri di chiave. Quello che però fece dopo è ancora più terribile. Andò in cucina e senza starci a pensare troppo aprì il gas e si mise lì ad aspettare. Fin dove si sarebbe spinto, per fortuna, non si è arrivati a scoprirlo.

Una fortuita fatalità ha infatti voluto che mentre lui cominciava a mettere in atto i suoi propositi, il figlio stesse rincasando. Non appena messo piede nell’androne del palazzo, la prima cosa a colpire i suoi sensi fu un forte e diffuso odore di gas. Preoccupato e guardingo si mise a cercare la fonte di quella che aveva creduto essere una fuga . La stessa congettura che avevano fatto alcuni condomini smarriti, che avevano avvertito il forte odore senza riuscire a capire cosa fosse successo.

Seguendo la scia dell’odore il ragazzo arrivò di fronte alla porta dell’abitazione dove si trovavano sua madre e suo padre. E a quel punto, convinto dall’incrementare di quell’odore soffocante, si convinse che il problema era proprio dietro a quella porta. Proprio il ragazzo, allarmato al pari dei residenti, è stato protagonista del salvataggio della mamma. E anche dello scampato pericolo per gli altri abitanti del palazzo a causa del gas che si era propagato nell’immobile e che avrebbe potuto dare origine a un’esplosione se avesse incontrato una scintilla o un’accensione di un interruttore. Entrato in casa dal trambusto si accorse in poco tempo di cosa stava succedendo e così, a spallate, sfondò la porta raggiungendo la mamma prigioniera, nonostante la presenza del padre. Con una prolungata apertura delle finestre la situazione rientrò. Non finì così per il padre: arrivarono i carabinieri che lo arrestarono, con esiti che sono sfociati nella condanna.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa