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Green pass rafforzato, le associazioni pisane: bene così, d’obbligo salvare il Natale

Green pass rafforzato, le associazioni pisane: bene così, d’obbligo salvare il Natale

Confcommercio e Confesercenti d’accordo. Qualche problema sulle prenotazioni alberghiere: 5-10% di disdette

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PISA. Ben venga il Green pass rafforzato, ovvero quello che spetta ai vaccinati e ai guariti dal Covid-19, pur di salvare il Natale. È unanime il consenso alle misure del governo da parte di Confcommercio e Confesercenti, misure in vigore dal 6 dicembre.

Confcommercio.

È chiara e favorevole alla decisione del Governo la presa di posizione di Confcommercio Provincia di Pisa, per bocca del suo direttore Federico Pieragnoli sull'introduzione del Green pass rafforzato in vista delle festività natalizie. «Dobbiamo fare di tutto e di più pur di salvare il Natale – - spiega il direttore di Confcommercio – Siamo tutti chiamati ad un ulteriore sforzo individuale e collettivo per scongiurare lo spettro di nuove chiusure e un Natale in lockdown come quello del 2020. Ben venga quindi l'introduzione del Green pass rafforzato per salvaguardare e sostenere un andamento dei consumi ancora fragile e incerto. Bisognerà attendere il 2023 per il ritorno al livello pre-pandemia e l'inflazione e l'aumento delle spese obbligate rischiano di ridurre ulteriormente i consumi nei prossimi mesi. L'Italia è un Paese che si è rimesso in moto e non possiamo permetterci proprio ora, né sotto il profilo sanitario, né tanto meno sotto quello economico, l'interruzione di questo cammino di ripresa - spiega ancora Pieragnoli - Consideriamo che lo shopping natalizio vale circa il 18% del fatturato annuo per le attività commerciali, 7,2 miliardi di euro nel solo settore della ristorazione. Ristorazione, dove lo choc del primo e del secondo lockdown, che hanno visto decine di migliaia di dipendenti di bar e ristoranti restare senza lavoro per mesi, ha scatenato una reazione forte di auto protezione, con il risultato che la stragrande maggioranza dei lavoratori di questo settore è corsa a vaccinarsi appena possibile. Insomma, il desiderio di lavorare senza rischi e con continuità si è rivelato più forte di qualsiasi altra considerazione».

Conclude il direttore: «Approviamo le nuove misure introdotte dal Governo, alcune delle quali auspicavamo da tempo, tra le quali, e finalmente, l'estensione del green pass al trasporto pubblico locale».

Confesercenti

«Ogni intervento mirato ad evitare lo stop delle attività economiche è utile. Il Super Green pass va certamente in questa direzione. L’auspicio è che serva a scongiurare definitivamente e in modo strutturale restrizioni e chiusure delle attività economiche: le imprese non possono più permettersi di sospendere le proprie attività». Confesercenti Toscana Nord accoglie con favore il provvedimento del governo sul nuovo green pass, nelle parole del responsabile area pisana Simone Romoli. «Nuove restrizioni nel periodo natalizio darebbero il colpo di grazia a decine di migliaia di attività, che ancora non si sono riprese dalle limitazioni imposte lo scorso anno. E porrebbero un’ulteriore pesante ipoteca sulla ripresa dell’economia, facendo crollare ulteriormente i consumi nel periodo più importante dell’anno per le vendite – spiega Romoli -. Un incubo da scongiurare con ogni mezzo possibile, a partire dalle terze dosi ed auguriamoci ad una ripresa anche delle prime dosi. La campagna vaccinale ha dimostrato come abbia radicalmente cambiato la situazione rispetto ad un anno fa quando eravamo ancora nel pieno delle restrizioni. Siamo convinti che serva un grande sforzo organizzativo per accelerare le somministrazioni, ci sono milioni di italiani che vogliono concludere il loro ciclo vaccinale per passare le feste in tranquillità, svolgendo una vita il più possibile normale con conseguente ripresa dei consumi». Secondo il responsabile area pisana di Confesercenti Toscana Nord il Super Green pass non dovrebbe avere grandi ripercussioni sulle prenotazioni del turismo legato al Natale. «Le restrizioni anche per gli alberghi sembrano ad ora non portare a quelle disdette come qualcuno ipotizzava. Da un nostro primo sondaggio si parla di un 5/10% di cancellazioni – conclude -. Semmai il problema vero riguarda le presenze straniere che non stanno arrivando e che quindi renderà ancora una volta il turismo legato esclusivamente agli italiani».

 

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