Aggredì la guardia carceraria con insulti e colpi di sedia
La violenza durante un trasferimento: «Appena esco di qui ti trovo e ti sparo» L’uomo non voleva firmare un foglio e si è scagliato contro un ispettore
Libero Red Dolce
pisa. Doveva essere un tranquillo trasferimento da un carcere all’altro, da Pisa a Firenze. Invece quella mattina tra i corridoio del carcere Don Bosco fu il parapiglia, con un detenuto che aggredì un ispettore incaricato della sorveglianza generale in modo inatteso, colpendolo con una sedia prima di essere bloccato dai colleghi dell’aggredito.
E così dovrà rispondere di lesioni per quel trasferimento movimentato che risale al 17 novembre del 2014. A raccontare quello che successe di fronte alla giudice Susanna Messina sono la guardia carceraria che venne aggredita e uno dei suoi colleghi, che assistette ai fatti ed è stato chiamato come testimone.
La mattina in quattro furono comandati di predisporre il trasferimento . «Ci siamo diretti al magazzino centrale – racconta il testimone – dove di solito attendiamo i detenuti per gli spostamenti. Al cancello centrale l’ispettore di sorveglianza generale stava cercando di calmare il detenuto che opponeva resistenza passiva per non farsi trasferire. E lui provò a scagliarsi contro l’ispettore». Nel loro racconto, sia l’ispettore che il collega, raccontano che a quel punto portarono l’uomo nel magazzino per perquisirlo e fargli firmare degli atti sui soldi che venivano presi. «Lui si rifiutò di firmare», racconta l’ispettore.
A quel punto, in un clima poco cooperativo, l’uomo venne accompagnato in camera di sicurezza ed è lì che avrebbe preso la sedia colpendo l’ispettore di sorveglianza. «Lui si coprì con un braccio», ricorda il collega che era presente. L’uomo fu fermato e spinto dentro la camera di sorveglianza. «Ci minacciava e diceva che avrebbe sparato all’ispettore appena uscito. È sempre stato un soggetto facile alla rabbia».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
