Toscana
Anche minorenni tra i promotori delle occupazioni scolastiche a Pisa
Indagini della polizia su due zaini dimenticati all’interno dell’istituto Fascetti
PISA. Proseguono gli approfondimenti nelle indagini della polizia sulle occupazioni che, a partire dalla scorsa settimana, hanno interessato una serie di istituti scolastici cittadini. Al vaglio degli inquirenti c’è la posizione di due minorenni, identificati tramite i loro zaini che molto probabilmente hanno dimenticato all’interno del Fascetti dopo un tentativo di occupazione della sede. Dovranno spiegare agli agenti perché i loro effetti personali si trovavano nell’istituto, anche per inquadrare la loro posizione rispetto al ruolo che potrebbero avere avuto durante l’occupazione e se hanno avuto un ruolo attivo nella “campagna” di occupazioni scolastiche.
Tra scioperi, assemblee e manifestazioni, è proseguita anche ieri la mobilitazione studentesca inaugurata lo scorso settembre per rivendicare soluzioni immediate all'emergenza aule che colpisce almeno tre istituti superiori. A cui, almeno per un giorno, si è aggiunta quella del personale Ata che ieri ha incrociato le braccia nell'ambito di uno sciopero di 24 ore indetto dal sindacato FederAta che ha costretto il liceo Buonarroti a sospendere la didattica per l'assenza del numero minimo di addetti necessario a garantire le lezioni in presenza. In quasi tutte le scuole superiori gli studenti si sono invece riuniti in assemblea, mentre un centinaio ha sfilato per le strade del centro per contestare i metodi utilizzati per «reprimere» i tentativi di occupazione degli ultimi giorni. Il riferimento è soprattutto a quello che gli studenti hanno cercato di materializzare nella notte tra martedì e mercoledì scorsi all'istituto Galilei-Pacinotti. «Poco prima dell'assemblea in cui avremmo dovuto decidere collettivamente se proseguire l'occupazione – scrivono gli studenti in un documento – la preside e le forze dell'ordine hanno fatto irruzione spaccando una finestra al piano terra per entrare prima al Pacinotti e poi al Galilei. Ritrovandoci circondati siamo stati tutti identificati, trattenuti per ore a scuola davanti a una schiera di professori, senza possibilità di replicare o argomentare le nostre posizioni. Più che dialogo si è trattata di una repressione vera e propria».
Clima “repressivo” contro cui punta il dito anche il capogruppo di “Diritti in comune” Ciccio Auletta, che contesta soprattutto il “reclutamento” di un'agenzia di sicurezza privata per il controllo delle scuole. «Già pensare di intervenire di forza in una occupazione studentesca è un'idea malsana – sottolinea –, affidare a privati un intervento così invasivo in uno spazio pubblico e sensibile come delle scuole significa aver perduto il senso dell'equilibrio e della corretta capacità di mediazione».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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