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Il sottosegretario Sasso difende la dirigente Fratoianni: «Pregiudizi»
pisa. «L’aggressione mediatica che sta subendo la preside del Dini è l’ennesimo episodio di intolleranza nei confronti di chi esprime dubbi riguardo al modo più opportuno di trattare la questione della percezione di genere in ambito educativo. La preside si è mossa nel rispetto della normativa, ma paga lo scotto di non essersi conformata al pensiero unico che si sta tentando di imporre con pressioni inaccettabili».
Dopo il senatore Pillon, è Rossano Sasso (Lega), sottosegretario del ministero dell'Istruzione, a intervenire sul caso dello studente 17enne del Dini che ha avviato un percorso di transizione a cui la preside ha negato la carriera alias per poi aprire alla possibilità di attivazione dopo l’occupazione del liceo. «Massimo rispetto per chi ha deciso di affrontare una transizione, ma altra cosa è lasciare la scuola nelle mani di ideologie oltranziste che vorrebbero imporre l’arbitrio e il capriccio del singolo come regole del vivere comune, tacciando di intolleranza e omofobia chi la pensa diversamente – aggiunge Sasso –. Se si tratta di promuovere una legge che inasprisca le pene per chi offende, minaccia o commette atti di violenza sulla base di discriminazioni sessuali, noi della Lega ci siamo. Nessuno ci chieda però di abbandonare la scuola di fronte all'assalto di teorie fondamentaliste e alle occupazioni di istituti perché manca il bagno per chi non si sente né uomo né donna».
«Il sottosegretario parla a nome del ministero?», chiede Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana che sulla vicenda dello studente ha presentato un’interrogazione parlamentare. «Lo chiedo al ministro – prosegue –, che dovrebbe dire una parola chiara. Sarebbe grave se fosse la posizione del governo. In caso contrario sono solo parole inconsistenti e piene di propaganda e pregiudizi».
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