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Ignorati e sfiduciati, i liceali del Buonarroti fanno sfilare la rabbia
Presidio sotto la sede della Provincia per protestare contro la mancanza di aule Il preside: «Hanno detto no all’occupazione optando per un segno di maturità civica»
Danilo Renzullo
pisa. «Ignorati», ma non rasseganti. «Sfiduciati», ma ancora speranzosi. Sfilano in strada e alzano la voce. Ritmata, sotto forma di cori, o amplificata dai megafoni per manifestare i disagi di una didattica «ostacolata da problemi che da anni attendono una soluzione».
Gli studenti del liceo Buonarroti dicono no all'occupazione e scendono in strada per rivendicare un numero adeguato di aule e di spazi necessari a quel percorso formativo «oggi – accusano – privato dei laboratori e con orari rivoluzionati per permettere a tutte le classi di frequentare la scuola».
Una breve manifestazione e un lungo presidio sotto il palazzo della Provincia per inaugurare un percorso che nei prossimi giorni vivrà nuove occasioni di mobilitazione. Varie e variegate forme di protesta per raggiungere quello che per tutti, studenti e docenti, non è solo un obiettivo, ma una necessità: ottenere gli spazi per sopperire alla mancanza di 17 aule.
«Siamo stanchi delle promesse che la Provincia fa, senza mai attuarle, stanchi delle istituzioni che ci ignorano e ci mettono all’ultimo posto nella scala delle priorità, stanchi dei fondi che non vengono spesi per la ristrutturazione della nostra struttura che cade a pezzi – accusano gli oltre cento studenti che si sono riuniti sotto l'ente di via Nenni –. La nostra scuola deve essere uno spazio al nostro livello, ma soprattutto un luogo che soddisfi le nostre necessità e le nostre aspettative di istruzione. È inaccettabile che un istituto scientifico non possa contare sulle attività laboratoriali perché costretto a trasformare i laboratori in aule. Questa emergenza ha annullato uno dei punti di forza del Buonarroti, i laboratori, ma non è un problema emerso improvvisamente. Quello degli spazi è una criticità che abbiamo sempre vissuto e che la pandemia ha amplificato – proseguono gli studenti chiedendo un incontro con la Provincia –. Da almeno tre anni vengono prospettati interventi risolutivi che non sono mai stati concretizzati. Ora è il momento di materializzarli. Siamo qui per rivendicare quella che è una necessità e lo facciamo pacificamente, evitando l'occupazione dell'istituto che comporterebbe solo ulteriori disagi».
«Gli studenti hanno detto di no all'occupazione scegliendo una forma di protesta civile, credo condivisa anche dalla maggior parte dei docenti – sottolinea il dirigente scolastico Alessandro Salerni – e questo è un segno di maturità civica che va evidenziato. Parallelamente continuiamo a lavorare per ottenere quello che serve alla scuola».
La Provincia, nelle ultime settimane, ha consegnato tre aule ricavate dal trasferimento di alcuni uffici che l'ente aveva nella struttura di largo Concetto Marchesi. A breve dovrebbe consegnarne una quarta. La scuola ha fatto richiesta di trasferire tutti gli uffici provinciali per ottenere in totale cinque aule. Altre sei potrebbero essere ricavate con il completamento dei lavori nella biblioteca provinciale, mentre ulteriori tre aule potrebbero essere messe a disposizione del liceo installando un sistema di aerazione in locali privi di finestre. «Tutto ciò – conclude il preside – permetterebbe di risolvere l'80% dei problemi. Occorre però fare presto, soprattutto in vista del prossimo anno scolastico. Servono programmazione e tempistiche certe».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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