Sicurezza
«Via D’Achiardi, grave la scelta del consiglio»
Pisa. La biblioteca Franco Serantini, l’Istituto di storia sociale, della Resistenza e dell'età contemporanea della provincia di Pisa e l'associazione Amici della Biblioteca, in una nota, «reputano grave la scelta del consiglio comunale di Pisa di bocciare la proposta avanzata da Michele Battini, Michele Edmin e Davide Guadagni, a cui avevano aderito la Comunità ebraica, l’Anpi, l’Associazione ex deportati nei campi nazisti di Pisa, con un appello firmato da oltre 22.000 persone, per sostituire il nome della via intitolata all'ex rettore Giovanni D'Achiardi, responsabile dell'applicazione delle leggi razziali nell'Università di Pisa, con quello di Raffaello Menasci, docente e medico espulso dall'Ateneo pisano e poi rastrellato nel ghetto di Roma e quindi deportato e ucciso ad Auschwitz». «Come istituzioni culturali intitolate a Franco Serantini siamo particolarmente sensibili al tema della odonomastica cittadina, in particolare come Istituto storico della resistenza della provincia pisana ci preme che sul fascismo e l'antisemitismo il confronto rimanga su un livello culturale informato e consapevole. Invitiamo tutti ad una riflessione storica e informata sulle responsabilità di chi ha ricoperto ruoli pubblici durante la dittatura fascista, al di là delle considerazioni strumentali e politiche che lasciano il tempo che trovano e soprattutto creano zone d'ombra dove si invertono i ruoli tra carnefici e vittime».
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