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Cittadinanzattiva: in nove punti tutte le criticità e le richieste
Pisa. «Occorre gestire l’emergenza insieme ad interventi strutturali. Si convochi subito il tavolo prefettizio e si cominci a discutere con metodo progettuale sul futuro delle scuole pisane». Cittadinanzattiva Toscana, associazione di tutela e promozione dei diritti delle persone, si schiera al fianco dell’Osservatorio scolastico permanente, il gruppo di genitori, docenti e studenti attivo nella «richiesta di soluzioni efficaci per garantire il diritto all’istruzione attraverso un’edilizia scolastica adeguata, sicura e funzionale».
L'associazione ha presentato alla Provincia un “pacchetto” di richieste, inviato anche al prefetto, al sindaco, ai presidi e ai presidenti dei consigli di istituto. Nove i punti su cui si concentra l'azione di Cittadinanzattiva che, nello specifico, chiede di conoscere «quando è stata fatta l’ultima ricognizione del fabbisogno edilizio scolastico a Pisa; a che punto è la procedura bandita a settembre per la ricerca degli immobili privati disponibili per l’edilizia scolastica; se è mai stata fatta una ricognizione degli immobili pubblici sul territorio idonei ad accogliere aule scolastiche; se sono mai stati valutati i reali utilizzi degli spazi all’interno delle scuole; se sono mai state acquisite e confrontate le planimetrie aggiornate di tutti gli istituti scolastici; quali altre iniziative intende intraprendere la Provincia per risolvere le gravi criticità che impediscono ai ragazzi di fare lezione e con quali tempi; se sono in corso progetti per la realizzazione di nuovi edifici; quali sono le modalità e i tempi per i lavori di trasferimento del Santoni presso le strutture dell’Iti e dove saranno trasferiti i ragazzi del liceo Carducci che sono attualmente ospitati presso i locali dell’Iti; quali saranno i tempi per la convocazione di un tavolo permanente con tutti i soggetti istituzionali e civici coinvolti per discutere e partecipare le scelte in materia di edilizia scolastica».
«Quello che si vuole e che si chiede alle istituzioni locali è di non limitarsi a dare risposte emergenziali - sottolinea l'associazione -. L’edilizia scolastica è una questione che a Pisa si trascina da anni, le cui criticità mettono seriamente in discussione la qualità dell’apprendimento dei ragazzi e il lavoro di molti docenti e che indirettamente condiziona molti aspetti della qualità della vita di tutti. Affrontare il tema in una prospettiva non emergenziale significa anche pensare soluzioni coerenti con i bisogni ambientali e della mobilità ed avere una precisa idea di sviluppo cittadino. Dare risposte concrete e di alta qualità politica e istituzionale è un dovere di tutti, a cui nessuno deve sottrarsi, ed è anche un modo per educare i ragazzi ad avere fiducia nelle istituzioni. Si convochi subito il tavolo che la Provincia ha annunciato di accettare - la richiesta di Cittadinanzattiva - e si cominci a discutere con metodo progettuale sul futuro delle scuole pisane».
D.R.
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