Il Tirreno

Pisa

Faida familiare

Coppia di adolescenti fugge per amore e i genitori di lei picchiano la madre del ragazzo

Libero Red Dolce
Coppia di adolescenti fugge per amore e i genitori di lei picchiano la madre del ragazzo

La coppia è stata condannata per lesioni. La vittima li ha anche accusati di avergli chiesto dei soldi come riparazione per la verginità perduta della figlia

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PISA. Lui e lei, adolescenti, forse innamorati, scappano via insieme. Lui e lei, genitori, rivogliono lei, figlia adolescente scappata con il coetaneo, e vanno a bussare in casa di loro. Loro, genitori del lui adolescente, dove la giovane coppia si rifugia per un mesetto: loro, che poi li denunciano perché avrebbero preteso 20 mila euro, un’estorsione come risarcimento per la verginità “persa” dalla figlia. E nel frattempo vengono alle mani con la madre del ragazzino, aggredendola. E lei denuncia.

La vicenda è finita in tribunale, dove i due genitori aggressori sono stati condannati per le lesioni ed è invece caduta l’accusa di estorsione che non ha trovato nessun riscontro. Tanto che anche il pm ha chiesto l’assoluzione su quel capo d’imputazione.

L’imputazione per i due genitori era di estorsione e lesioni. Per la prima accusa, dunque, c’è stata l’assoluzione. Mentre per la seconda c’è stata la condanna di entrambi a sei mesi.

La vicenda risale al 2016, legata alla fuga dei due ragazzini, allora minorenni, che scompaiono per un mese. In due fasi, in una relazione che porta lei ad allontanarsi dalla casa familiare. I genitori ne denunciano la scomparsa e così la giovane coppia fa ritorno. Per poi scomparire di nuovo.

L’allontanamento della figlia è motivo di preoccupazione e quando scoprono che la ragazzina si è rifugiata a casa dei genitori del coetaneo vogliono risolvere la situazione. Ed è così che si arriva allo scontro tra le famiglie. I genitori della ragazzina vanno a casa dell’altra coppia, per riprendersi la figlia che pare non volesse tornare spontaneamente a casa.

In quell’occasione, secondo la madre del ragazzino, sarebbe arrivata la richiesta estorsiva. I toni si sarebbero fatti accesi, con l’accusa di avere portato via la minorenne da casa. E con la presunta pretesa di un risarcimento da 20mila euro perché la ragazzina avrebbe perso la verginità in un rapporto con il coetaneo.

Un quadro inquietante, patriarcale, che non ha trovato riscontri in aula. L’accusa di estorsione è caduta e per quell’imputazione i due genitori sono stati assolti. Il fatto non sussiste. Anche il pm ha chiesto l’assoluzione.

Diversa la questione delle lesioni. La madre del ragazzino, che ha raccontato agli inquirenti di essere stata aggredita, andò al pronto soccorso a farsi fare un referto. Quando i genitori andarono a recuperare la figlia lei andò via con loro. Ci fu un intervento degli agenti di polizia che si limitarono a parlare con la ragazzina, spiegandole che essendo minorenne doveva tornare dai genitori. E così fece, senza grandi resistenze. Da allora i due non si videro più e lei ora è sposata con un altro. Il difensore della coppia sotto accusa, Carlo Lombardi, contesta l’ipotesi delle lesioni a cui si è dato credito, chiarendo in aula di avere trovato contraddittorie le dichiarazioni dell’altra famiglia riguardo a quanto accaduto. I condannati sono incensurati e la condanna di sei mesi è con pena sospesa.


 

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