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Strada intitolata al rettore delle leggi razziali, il consiglio di Pisa boccia la revoca del nome
Bocciata la mozione con primo firmatario il Pd: la maggioranza si divide, Forza Italia vota con le opposizioni
PISA. Mozione respinta. 15 voti contrari, 12 quelli favorevoli. La maggioranza si divide. La proposta di cancellare l’intitolazione a Giovanni D’Achiardi (ex rettore dell’Università che determinò, dopo l’emanazione delle leggi razziali, l’espulsione di venti docenti e di centinaia di studenti ebrei) della via nel quartiere Don Bosco agita il consiglio comunale. Una richiesta sostenuta anche da una petizione popolare con oltre 22mila firme.
Il dibattito è stato acceso da una mozione (primo firmatario il consigliere Matteo Trapani, Pd) con la quale si chiedeva originariamente «di cancellare l’intitolazione della via a Giovanni D’Achiardi provvedendo ad una nuova intitolazione coerente con i principi liberali e democratici che sono a fondamento della Repubblica Italiana. A ricercare insieme agli uffici tutte le possibili forme di semplificazione e snellimento procedurale al fine di velocizzare ed evitare ai cittadini interessati eventuali difficoltà derivanti dal cambiamento della denominazione della via. A promuovere un’iniziativa pubblica di confronto sui temi connessi al ruolo di Pisa e dei suoi cittadini durante il fascismo a partire proprio da un coinvolgimento dei promotori della raccolta firme, dei soggetti istituzionali e del mondo accademico».
Sulla mozione si è inserito un emendamento di Riccardo Buscemi, capogruppo di Forza Italia, per «dare mandato alla terza commissione consiliare di approfondire le vicende che portarono all’intitolazione di una strada cittadina a Giovanni D’Achiardi per valutare se proporre al sindaco la revoca dell’intitolazione».
Hanno votato contro i consiglieri di Lega e Fratelli d’Italia-Pisa nel cuore. A favore invece i consiglieri di Pd, M5S, Diritti in comune, Patto Civico, Forza Italia e il consigliere Manuel Laurora del gruppo misto, ex componente (Lega) della maggioranza.
Per la Lega, il capogruppo Paolo Cognetti aveva sottolineato nel suo intervento «le tante difficoltà che si creano ai residenti quando si cambia il nome di una via (intestazioni di bollette, patenti, carte d’identità)», ma «anche problemi di opportunità storica: dovremmo contestare premi Nobel che sono stati nella Repubblica di Salò o attori che nel 1944 erano dall’altra parte. È un percorso estremamente delicato. Se vogliamo aprire gli archivi va bene, ma si aprono tutti». Nella sua dichiarazione di voto, Maurizio Nerini (Fdi) ha detto: «Assoluta mancanza di aderenza alla realtà dei problemi che ci sono». Poi l’attacco di Francesco Auletta (Diritti in Comune): «Sul caso D’Achiardi il voto della vergogna della destra fascista, Lega e Fratelli d’Italia. Viene bocciato anche il semplice esame della questione nella commissione competente per fare una istruttoria da portare in consiglio comunale nelle prossime settimane».
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