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Pisa

Eugenio Giani: «Questa Monasterio onora la Toscana»

Roberta Galli
Eugenio Giani: «Questa Monasterio onora la Toscana»

La visita a San Cataldo. «Grande spirito di squadra Merita di ricevere le risorse che arriveranno dall’Europa»

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PISA. Pisa capofila nell’ambito delle eccellenze mediche e delle potenzialità digitali ed innovative da esportare a tutto il servizio pubblico sanitario toscano, grazie a finanziamenti europei.

È stato questo il senso della visita pisana, compiuta ieri mattina, dal presidente della Regione, Eugenio Giani, ai laboratori clinici e di ricerca dell’ospedale San Cataldo del Cnr della Fondazione Monasterio di Pisa. Una struttura sviluppatasi in sinergia con I’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr, fiore all’occhiello regionale e nazionale per la gestione e lo sviluppo delle attività specialistiche e di ricerca in ambito medico.

Una visita istituzionale tra i vari reparti, ma anche per toccare con mano e di persona le potenzialità della Fondazione Monasterio: la cartella clinica digitale, già esportata e condivisa in altre strutture, il progetto “Ospedale virtuale”, il laboratorio di medicina traslazionale, l’officina farmaceutica del Cnr dotata di un ciclotrone che rappresenta una piattaforma unica nel suo genere, gestita in modo integrato con la Monasterio e in particolare con la radiofarmacia e la medicina nucleare dove è possibile utilizzare radiotraccianti anche nelle attività cliniche e di sperimentazione clinica.

E per ultimo, non per importanza, il taglio del nastro per inaugurare il nuovo angiografo, uno strumento tecnologico di ultima generazione per tecniche avanzate di imaging, diagnostico e interventistico, nel campo della cardiologia e dell'elettrofisiologia.

Il presidente Giani ha puntato la sua attenzione, in particolare, su due progetti, la cartella clinica e le officine farmaceutiche, che potrebbero trovare attuazione, attraverso finanziamenti europei, in tutte le strutture sanitarie pubbliche regionali. «Ho ammirato il livello dell’attività clinica, di ricerca e di formazione, ma ciò che mi ha colpito particolarmente è lo spirito di squadra che si respira – ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani –. Questa è un’azienda integrata perfettamente nel sistema sanitario regionale. Un centro di eccellenza per il cuore che a livello nazionale onora la Toscana, emanando una luce che richiama l’attenzione ovunque. Sicuramente, una realtà che richiede un occhio particolare e che merita le risorse economiche in arrivo dall’Europa, per la Toscana si parla di 450 milioni».

La visita di Giani è durata un’ora e mezzo. Il presidente ha visitato i vari reparti dell’ospedale accompagnato da Marco Torre, direttore generale della Fondazione Gabriele Monasterio, dal professor Michele Edmin, docente di Cardiologia presso la Scuola Superiore Sant'Anna e direttore del Dipartimento Cardiotoracico della Fondazione Monasterio, e dal dottor Sergio Berti, direttore della Cardiologia Interventistica. «Ricerca, formazione ed interventi su dimensione specialistica – ha sottolineato ancora il presidente Giani – è tutto ciò che porta la Fondazione Monasterio ad essere una azienda che richiama pazienti da tutta Italia».

Soddisfazione per l'attenzione regionale è stata espressa anche da Marco Torre, direttore generale della Fondazione Monasterio.

«Sono onorato della visita del presidente – ha detto il dottor Marco Torre – nel luogo in cui tutto ha avuto origine. È proprio all’interno del Cnr e, in particolare, nell’Istituto di Fisiologia Clinica, che si fondano le radici della Monasterio. Grazie al sostegno della Regione Toscana e alla sinergia con i bisogni e le eccellenze del servizio sanitario toscano, questo ente è progressivamente cresciuto e, ora, ha ulteriori grandi progetti di sviluppo, anche in sinergia con le università toscane e, in particolare, con l’università di Pisa e la Scuola Superiore Sant’Anna, con cui è già fortemente integrata. Con questa visita – ha concluso Torre – il presidente Giani ha potuto conoscere la nostra realtà e in particolare la componente dell’innovazione e della ricerca, oltre all’impostazione multidisciplinare che ci contraddistingue: come ci ha insegnato il nostro fondatore, il professor Luigi Donato, il paziente al centro, tutto partendo e tornando all’uomo e ai suoi problemi, ponendo, virtualmente, attorno al letto di chi ha bisogno ogni professionalità presente in Monasterio».

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