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Pisa, occupato il liceo Dini: la mancanza di aule tra i motivi della protesta

Pisa, occupato il liceo Dini: la mancanza di aule tra i motivi della protesta

"Viviamo fonti di un evidente disagio generale che ci ha portato a questo forte atto di disobbedienza civile"

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PISA. Occupato nella notte il liceo Dini in via Croce.  Problema aule e l'accoglienza di un ragazzo con diversità di genere tra i motivi della protesta.

 Si legge in una nota diffusa dagli occupanti: "L’inizio dell’anno scolastico è stato accompagnato dall’emersione di varie problematiche, fonti di un evidente disagio generale che ci ha portato a questo forte atto di disobbedienza civile. Un atto compiuto con il fine di mettere in luce questi problemi, conseguenze di un sistema scolastico italiano che cade a pezzi, e ribellarci contro le istituzioni che continuano ad ignorare noi e tutti gli studenti della città. La questione più evidente nella nostra scuola è la mancanza di aule, ben 10: tema di competenza della provincia che già da giugno scorso era al corrente del fatto che nel nostro liceo e ai licei Carducci e Buonarroti, mancassero delle aule. Nonostante le numerose richieste della scuola, la provincia si è completamente disinteressata del problema, tant’è che a settembre, fino a due giorni prima dell’inizio della scuola, non sapevamo come saremmo rientrati. Alla fine, è stato deciso di convertire due laboratori e l’aula magna in classi, e di variare l’orario ordinario, alternando giorni da 6, 5 e 3 ore giornaliere, difficili da sostenere mentalmente e fisicamente e creando notevoli difficoltà agli studenti pendolari. Quello delle aule, però, non è l’unico problema: abbiamo bisogno di una scuola diversa, più giusta, più inclusiva ma questi non sono aggettivi che si addicono al Liceo Dini di oggi. Ce ne siamo resi conto quando è stata negata l’attivazione della carriera Alias ad un ragazzo transessuale (la carriera alias è un progetto che prevede un profilo burocratico alternativo e temporaneo, a sostegno delle studentesse e degli studenti transgender, che permette di sostituire il nome anagrafico con quello adottato) che non si sentiva totalmente accettato e rispettato dai docenti. Quando è stato chiesto il motivo di questa decisione, la preside ha risposto che la scuola non è pronta e che il progetto potrebbe “turbare la sensibilità di un gruppo di docenti” e che “non rispetta le loro idee”, idee che vanno ad intaccare la libertà e il benessere di alcuni studenti. Tutto ciò è molto grave ed un cambiamento di mentalità è necessario".

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