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Pisa

il caso ragusa 

Ex detenuto contro Gozi «In carcere mi confidò di aver detto bugie»

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PISA. Un testimone contro il supertestimone. Si arricchisce di un nuovo personaggio il caso infinito sull’omicidio di Roberta Ragusa.

Ieri sera nel corso della trasmissione “Quarto Grado” su Retequattro, un ex detenuto, in carcere per un periodo con Loris Gozi, ha sostenuto di aver ricevuto dal giostraio sinti una confidenza che metterebbe in dubbio la affidabilità del principale accusatore di Antonio Logli.

«Gozi durante le nostre chiacchierate in carcere a Pisa mi ha detto di non aver riferito la verità su Logli – è il suo racconto –. Di essersi inventato di averlo visto in strada quella notte».

Ma nel corso del programma non sono mancate altre novità.

Una riguarda l’assenza in casa e in soffitta di un coniglietto, “gnappino”, un pupazzetto dal quale Roberta Ragusa non si separava mai, neanche la prima notte di nozze.

In studio la criminologa Anna Vagli, del pool difensivo di Logli, la cui tesi è che Roberta se ne sarebbe andata portando con sé il coniglietto.

Sulla revisione del processo ci sono un paio di ipotesi sul tavolo, ma dal 10 luglio 2019, giorno dell’ingresso in carcere di Logli, ancora non ne è stata formalizzata neanche una.

Infine, dopo il caso a Bolzano del tipo riapparso dopo 20 anni che ha tentato di uccidere il fratello, Logli scrive una lettera dal carcere in cui si immedesima nella storia. E conclude: «E se Roberta tornasse? Io mi sarei fatto il carcere da innocente».

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