Sicurezza
Il nuovo prefetto: «Pisa non è il Bronx. Ecco i dati, non è una città pericolosa»
La dottoressa D’Alessandro mostra i rapporti delle forze dell’ordine
PISA. Ordine, sicurezza pubblica, sanità, difesa del territorio dalle infiltrazioni malavitose: nel programma di mandato il nuovo prefetto Maria Luisa D’Alessandro, presentandosi alla città attraverso i cronisti, ha illustrato e anticipato come intende muoversi.
E ha anticipato che ogni decisione sarà presa ovviamente di concerto insieme agli interlocutori istituzionali, cioè sindaci, presidente della provincia, forze dell’ordine, ma solo e sempre sulla base di dati oggettivi e non di elementi aleatori o di sensazioni.
A partire dal tema caldo, la movida o malamovida. Aspettandosi che le domande dei cronisti si sarebbero concentrate su questo, il prefetto si è presentata con i rapporti delle forze dell’ordine degli ultimi due fine settimana. Anticipiamo il risultato: pochissimi episodi di rilievo, il più grave l’aggressione ai tre studenti di Grosseto: «Pisa non è il Bronx».
«Quello della movida è un problema complesso, che riguarda un po’ tutte le città dopo la ripresa post-pandemia. Qui in più, ci sono decine di migliaia di studenti universitari, una grande risorsa per la città. Allora – ha aggiunto – credo che il modo migliore di affrontare il tema sia pesare il fenomeno, oggettivizzare le cose e poi valutare cosa si può fare per migliorare una situazione che in ogni caso non mi sembra così d’emergenza».
«Intanto, c’è da dire che il centro non è assolutamente sguarnito: tutte le notti girano una volante della polizia o una pattuglia del radiomobile dei carabinieri, e c’è anche una pattuglia della guardia di finanza, da mezzanotte alle sei del mattino. La sicurezza è un fatto serio, non sottovalutiamo le situazioni ma vanno descritte in modo coerente e suffragate dai dati».
Il dettaglio
Con l’ausilio dei rapporti, il prefetto ha quindi ripercorso gli episodi. Al 117 della Guardia di finanza, nessuna chiamata e nessuna segnalazione. I carabinieri sono intervenuti il 31 ottobre all’1 e 52 per degli ubriachi che urinavano in via Da Pisa, poi per un allarme lite in piazza dei Cavalieri «ma non riscontrata neppure dalle videocamere».
A proposito di videocamere, ha ricordato che ci sono 53mila euro per nuove apparecchiature.
Ancora il report dei carabinieri: «7 novembre, un ubriaco in via Santomobono; altro episodio, un uomo strattonava una donna». Stop. «In ogni caso – puntualizza il prefetto – il comandante provinciale ha chiesto per un mese una squadra Sio (squadra di intervento operativo) al 6° battaglione Toscana, arriveranno cinque militari e due auto veloci».
Prima di riprendere la lettura del report, i cronisti fanno notare però che ci sono le ordinanze contro il divieto di vendita degli alcolici non rispettate, che gli eccessi sono evidenti, e la vivibilità di una parte almeno del centro storico è davvero bassa...
Il prefetto riparte dai dati oggettivi: «Mi manca il resoconto della polizia municipale, e non avrò difficoltà a farvelo avere. Tenete conto che abbiamo la possibilità di registrare tutte le chiamate ai centralini e quindi di pesare tutto. L’abuso di alcol è un problema, ma non è un reato. Di sicuro uscirò anch’io di notte e a me piace fotografare tutto. Voi mi dite che ci sono bottigie rotte in piazza. Quante sono? Se sono dieci è una cosa, se sono 1000 è diverso»..
L’episodio più grave
Ed eccoci al report della polizia.
Il 6 novembre l’episodio più grave. Il caso dei tre ragazzi di Grosseto che hanno subìto un tentativo di rapina. Altro episodio del 6 novembre: alle 22.55 un gruppo di giovani in via Carducci apostrofati e offesi, uno poi è stato aggredito e ferito lievemente, si procede su querela; domenica 7 novembre, alle 2.55, un ragazzo derubato e alle 3 la lite di Marina tra coniugi, interviene un agente polfer a riposo, che non si era qualificato, e viene colpito da un pugno di un altro avventore».
«Insomma – si chiede il prefetto – cosa debbo pensare al tirar delle somme degli ultimi due weekend? Non si può certo dipingere Pisa come il Bronx o come una città pericolosa. Sono convinta che dobbiamo agire sulla base dei dati, insistere anche sulle misure di prudenza e di autoprotezione, ovvero chiamare le forze dell’ordine sempre in caso di eventuale pericolo, e sentire la città come propria».
Domani un comitato
Ma come dimostra il fatto che abbia voluto i report delle forze dell’ordine, la movida è all’ordine del giorno. Per domani, venerdì, ha convocato un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblici, con sindaco, presidente della Provincia e forze dell’ordine. «Parleremo anche di decoro urbano e raccolta rifiuti, ad esempio, se si riuscisse ad anticipare la pulizia delle strade e delle piazze...». Insomma, la distesa di bottiglie, o gli strascichi degli eccessi, si farà un tentativo per eliminarli prima che la gente si svegli.
Al prefetto è stato fatto notare che gli esercenti, in un recente incontro con il questore, ha rimarcato il problema dello spaccio. «Il punto – ha fatto notare la dottoressa D’Alessandro - è che non è reato consumare la droga, e se non è reato, non possiamo pensare che nessuno la venda, è demagogia; se non si ci sono atti di violenza, le armi di contrasto allo spaccio non sono moltissime».
Altra domanda: c’è da aspettarsi l’appetito delle organizzazioni mafiose per i soldi del Pnrr... «Il livello di attenzione è massimo – replica il prefetto – quando i finanziamenti ci saranno davvero, agiremo con la Guardia di finanza e altre forze dell’ordine per evitare infiltrazioni, e seguendo il canale di soldi penso sia possibile scoprire molto».
In conclusione, il prefetto Maria Luisa D’Alessandro ha ribadito, come già aveva detto nell’intervista al Tirreno di poche settimane fa, di avere grande ammirazione per i toscani, per «l’intelligenza concretizzata nell’arte e in ogni ambito del sapere, davvero un’intelligenza vivace». E annuncia che andrà a salutare tutti i sindaci della provincia.
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