Sicurezza
I balneari: preoccupatissimi per le concessioni demaniali
PISA. «La sentenza del Consiglio di Stato sulle concessioni demaniali degli stabilimenti balneari ha gettato nella disperazione migliaia di famiglie che vedono a rischio anni di duro lavoro e soprattutto di investimenti. Una sentenza durissima anche nei toni che addirittura vorrebbe dettare l’agenda del Parlamento sulle future decisioni. Chiediamo alla politica impegnarsi concretamente per salvaguardare una parte importantissima dell’economia nazionale ed il lavoro di migliaia di famiglie». Parole dure quelle del presidente di Fiba Toscana Nord, il sindacato dei balneari di Confesercenti, Gianluca Tiozzo, dopo la sentenza che di fatto ha fissato al 2023 la scadenza delle attuali concessioni senza possibilità di ulteriore proroga. «È del tutto evidente che siamo di fronte ad un’invasione di campo del Consiglio di Stato – prosegue Tiozzo – non solo nel fissare arbitrariamente una data al 31 dicembre 2023, ma anche di fatto nel “dettare” al legislatore le regole delle future procedure di evidenza pubblica, vietando che ci sia alcun vantaggio per i concessionari uscenti e auspicando che la misura del canone formi oggetto della procedura competitiva. Ci aspettiamo quindi che il governo in primis comprenda la gravità della situazione e metta in campo tutto quanto necessario».
«Siamo preoccupatissimi. La sentenza del Consiglio di Stato è una doccia fredda che compromette seriamente il lavoro di 30mila imprese italiane e di un milione di lavoratori tra diretti e indotto». Fabrizio Fontani, presidente del Sib Confcommercio Pisa, rivolge in particolare l’attenzione agli 80 stabilimenti del litorale pisano, da Marina di Pisa a Tirrenia e Calambrone, che danno lavoro a quasi mille addetti e ogni stagione offrono accoglienza a migliaia di turisti: «Parliamo di imprese che hanno fatto investimenti, che hanno leasing accesi, mutui, linee di credito e che è impensabile che possano rientrare nel giro di due anni, così come questa incomprensibile sentenza prevederebbe. È chiaro che non si può far fallire di un colpo il turismo balneare e migliaia di imprese a carattere familiare, e come imprenditori non resteremo inermi di fronte a questa decisione. «Leggeremo con attenzione le motivazioni della sentenza, ma già ora ci sono cose che non riusciamo a comprendere. Ci opporremo a questa sentenza con tutte le nostre forze».
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