Il Tirreno

Pisa

dispersione delle ceneri 

Per il Giardino della Memoria 1.350 cartoline di protesta al sindaco di Pisa

Amanda Fincatti
Per il Giardino della Memoria 1.350 cartoline di protesta al sindaco di Pisa

L’iniziativa dei soci della Socrem. In via Pietrasantina i lavori sono fermi. A rischio la loro ultimazione per fine anno

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PISA. Sono circa 1.350 le cartoline postali spedite al sindaco Michele Conti dai soci della Socrem (Società Pisana per la Cremazione) la scorsa settimana. Il messaggio sul retro è lo stesso per ognuna di loro: “Come socio della Socrem trovo grave che ancora non esista a Pisa il Giardino della Memoria dove deporre le ceneri mie e dei miei cari, come prescrive la legge 130/2001, insieme al regolamento comunale di polizia mortuaria”.

In occasione di una conferenza stampa organizzata nella sede della società in via Italo Bargagna, la presidente Daniela Pioli ha esposto le motivazioni degli associati. «Le cartoline – ha detto – sono state inviate per sollecitare l' amministrazione a mantenere l’impegno di realizzare il Giardino della Memoria e di approntare una sala del commiato nell’area del cimitero Suburbano. Ormai da dieci anni ci confrontiamo con il Comune e, nel 2018, l’attuale amministrazione ha presentato un progetto al quale abbiamo dato il nostro parere favorevole pur di arrivare ad una sua conclusione. Dopo il lungo iter della progettazione e la ricerca di finanziamenti, ci è stato comunicato che i lavori sarebbero terminati entro giugno di quest’anno».

Come si nota dalle foto scattate recentemente al cimitero Suburbano di via Pietrasantina, i lavori sono fermi. L’assessore comunale ai lavori pubblici Raffaele Latrofa, come spiega Pioli, ha dichiarato in una recente seduta della seconda commissione consiliare un' ulteriore scadenza, rimandando la conclusione dei lavori entro 31 dicembre.

«Purtroppo – aggiunge Pioli – stentiamo a credere che i lavori per il Giardino della Memoria e la ristrutturazione della sala del commiato si concludano entro la nuova data comunicata. Continuano ad essere luoghi non certo dignitosi sia nei confronti dei familiari che della volontà dei defunti».

Secondo i dati forniti dalla società, a Pisa ogni anno il 48% dei decessi richiede la cremazione e, di questi, circa il 70 % chiede la dispersione delle ceneri in un luogo adibito a tale scopo, che dovrebbe esistere a Pisa sin dall’anno 2001, ossia quando la legge in materia di cremazione e dispersione delle ceneri è entrata in vigore a livello nazionale.

«Da tempo il Giardino della Memoria – sottolinea nuovamente Pioli – risulta come prima scelta tra i nostri soci per la dispersione delle ceneri, ma le richieste devono attendere ancora a lungo. Le spoglie aspettano la propria dispersione in cellette funerarie provvisorie o presso l’abitazione dei familiari».

Pioli racconta, inoltre, che un funzionario dell’ufficio di Stato civile del Comune le avrebbe dichiarato recentemente che non avrebbe più dato l’autorizzazione per la dispersione delle ceneri al Giardino, proprio per l'assenza di questo spazio. «Ecco perché abbiamo inviato al sindaco le cartoline», osserva la presidente Pioli, che conclude dicendo che saranno «lieti di conoscere le motivazioni che ancora una volta non hanno portato alla realizzazione degli impegni assunti. Non può essere una giustificazione la pandemia da Covid-19, perché dopo il Dpcm del 26 aprile 2020 e in seguito l’ordinanza della Regione Toscana, i lavori potevano essere ripresi con l’attuazione dei protocolli previsti».

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