Sicurezza
Valente: il clima è cambiato Sindaco donna? Tempi maturi
La commissaria provinciale: seguiamo l’esempio di Enrico Letta con umiltà e fierezza
l’intervista
Con il congresso concluderà di fatto il suo lavoro da commissaria provinciale del Pd. Voleva arrivare all’obiettivo della candidatura unica (l’accordo è stato trovato sul giovane Oreste Sabatino) e l’ha raggiunto. Valeria Valente, senatrice napoletana, accoglie oggi a Cascina Enrico Letta per lanciare le nuove sfide, su tutte le elezioni di Pisa 2023, «un compito – dice – che ci riempie d’orgoglio e ci carica al contempo di una grande responsabilità».
Senatrice Valeria Valente, è arrivato il tempo di tirare le somme: come ha vissuto questi mesi da commissaria provinciale del Pd?
«Un periodo di intenso lavoro ma anche di grandi entusiasmi nel quale, insieme a tutti, abbiamo lavorato per superare ingessature e rigidità interne che impedivano al Pd pisano di giocare il ruolo che merita. Con le Agorà territoriali abbiamo finalmente aperto il partito a tante intelligenze, saperi e competenze esterne. Lo abbiamo fatto condividendo con loro programmi, idee, proposte e passioni diventate per noi un grande patrimonio cui attingere. Le centinaia di persone che hanno partecipato ci hanno mostrato plasticamente le potenzialità di un Pd non chiuso nelle sue dinamiche interne. Così come i quattro giorni di festa dell’Unità che sono stati uno straordinario successo. Aprire quella festa ai tre rettori di Università, Normale e Sant’Anna, davanti a ministri e vertici dei saperi della ricerca nel nostro Paese, ha chiaramente mostrato cosa può e deve fare il Pd per Pisa. Sento che il clima è cambiato: voglio essere fiduciosa».
A proposito di congressi: come si è arrivati a chiudere su Oreste Sabatino al provinciale e Andrea Ferrante al comunale?
«Condividendo che era giunta l’ora di mettere in campo la migliore squadra e il migliore assetto per le sfide che ci attendono. Al provinciale serviva una figura inclusiva, accogliente e aperta, che avesse energia e freschezza da spendere. Sabatino è un giovane professionista, ma ha alle spalle un percorso e un’esperienza politica importante, iniziata da giovanissimo, è stato segretario provinciale dei Giovani democratici e si è sempre speso con generosità per il partito. Per la città serviva una profonda conoscenza del territorio, un profilo in grado di rimettere in fila le priorità per costruire un progetto, forte ed inclusivo in grado poi di riconquistarla. Su questo in tanti oggi pensiamo che Ferrante sia la migliore scelta possibile, ma qui sarà l’assemblea cittadina a scegliere. Il percorso è solo avviato e lo è anche grazie alla generosità di Ranieri Del Torto, che voglio ringraziare, per questo e anche per quanto fatto al mio fianco in questi mesi difficili».
Lei è sempre in prima fila sulle battaglie femminili: cosa pensa di una candidata sindaco donna a Pisa?
«Sarebbe una cosa bellissima, anzitutto per Pisa e i pisani. Il tempo è maturo. Sottolineo solo una cosa: riconoscere e investire nei talenti femminili in questa fase è un’opportunità per tutti, non per le donne. Farlo in politica sarebbe un investimento in rinnovamento e qualità. È necessario però lavorare con umiltà e tenacia per un campo largo di forze che rappresentino l’alternativa alle destre antieuropeiste che ammiccano ai no vax, usando le paure per il consenso e che faticano a sostenere fino in fondo l’esperienza del governo Draghi. Facendo così si dimostrano fragili, soprattutto quando devono governare nei territori. Su questo noi abbiamo dimostrato di saper fare, con uno straordinario patrimonio di amministratori locali solidi e capaci. Così abbiamo vinto con oltre il 60% nei quattro comuni ad ottobre, con due donne e due uomini candidati. A Pisa il governo Lega-Fdi non ha fatto nulla di nuovo, non c’è prospettiva per il futuro e si galleggia su quanto avviato dalle precedenti amministrazioni. Non basta un profilo più mite e poco aggressivo per nascondere inconsistenza di un progetto politico per la città e i loro mancati risultati».
Ora si chiude una fase e se ne aprirà un’altra: quali sfide affrontare e come?
«La riconquista di Pisa è l’obiettivo su cui il partito dovrà concentrarsi. Gli straordinari risultati di Buti, Castellina, Santa Luce e Vecchiano ci consegnano la giusta carica. I sindaci troppo spesso sono soli nella difficile sfida del governo di tante comunità e devono essere un nostro punto di forza. Va rilanciato un Pd autonomo dalle istituzioni, certo, ma la loro saggezza e la loro esperienza deve rappresentare un patrimonio prezioso. E a loro, per quanto visto in questi mesi, va il mio sincero grazie. Con la loro forza, quella dei nostri quadri dirigenti di grande qualità e di una coalizione ampia, riformista e progressista, dobbiamo lavorare per riconquistare tanti elettori delusi o semplicemente spaesati e tornare alla guida di Pisa. Ma non solo. Andranno unite forze civiche, saperi, intelligenze esterne e libere. Lo potremo fare se avremo giusta dose di umiltà e fierezza. Proprio come sta facendo il nostro segretario Enrico Letta sullo scenario nazionale».
Francesco Loi
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