Trasporti
Mandata in pensione a 65 anni vince causa e torna in servizio
Mandata in pensione a 65 anni, contro la sua volontà, una dipendente dell’Ordine provinciale dei medici e degli odontoiatri ha vinto la causa contro il suo datore di lavoro che è stato condannato a riammetterla in servizio dichiarando «la nullità dell’atto di risoluzione automatica del rapporto di lavoro che non si è mai interrotto ed è ancora in essere». Lo ha stabilito il giudice Franco Piragine che ha imposto all’Ordine anche di pagare all’impiegata «la retribuzione a partire dal primo ottobre 2020 (giorno del pensionamento forzato, ndr)». Si legge nella sentenza: «Per i dipendenti pubblici, tra i quali rientrano quelli degli Ordini professionali, dev’essere individuato un limite massimo di età al quale si accompagni l’estinzione automatica del rapporto. Ma tale limite, in assenza di una diversa disciplina generale o di settore che ne fissi uno più basso, può coincidere con il compimento dell’età della pensione e non, come vorrebbe il convenuto, col compimento dei 65 anni di età».
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