Gioco
Quasi 1.500 firme per salvare lo storico bar Salvini di Pisa
Sta riscuotendo ampi consensi la petizione per chiedere il salvataggio dello storico chalet che si trova alle Piagge
PISA. Prosegue la raccolta di firme legata alla petizione lanciata da un gruppo di cittadini pisani sulla piattaforma change.org per strappare all’abbandono un luogo simbolo di Pisa: lo storico bar Salvini alle Piagge. In poco meno di tre settimane la petizione ha raggiunto quota 1.442 sostenitori. Tanti semplici cittadini, ma anche nomi importanti del mondo della politica, della cultura e dello sport che hanno voluto sostenere questo accorato appello rivolto alle istituzioni locali e regionali, affinché si possa trovare in breve tempo una soluzione che consenta allo storico chalet di riprendere a vivere.
Soddisfatta una delle promotrici dell’iniziativa, la pisana Valeria Della Mea. «Credo che sia importante continuare a firmare e a far firmare – spiega Della Mea – anche per spronare una soluzione, se possibile partecipata, e che comunque, se gara sarà, nel suo capitolato tenga conto anche di una progettualità capace di rivalorizzare quello spazio nel solco della sua storia, quella storia che lo ha visto intergenerazionale e, per molti anni luogo del cuore per tanti pisani e non, come testimoniano i commenti in calce alle firme su change.org».
Il bar chalet Salvini, sul viale delle Piagge, punto di riferimento di generazioni di pisani, ha chiuso i battenti nel novembre del 2000 a seguito della morte improvvisa del suo titolare, Roberto Salvini. Da quel giorno lo storico chalet in riva dell'Arno, immerso nel verde, per una serie di difficoltà economiche e burocratiche ha cessato di vivere. Ma il suo ricordo è ben vivo nella mente di tanti pisani e un gruppo di loro ha voluto mettersi intorno a un tavolino e lanciare un appello al sindaco, al prefetto e alle istituzioni coinvolte. Il messaggio non è caduto nel vuoto. Gli attori di questa complessa e intricata vicenda, Comune di Pisa, Regione Toscana, Demanio dello Stato e Genio Civile stanno cercando una soluzione. Tra le ipotesi (illustrate nei giorni scorsi dal sindaco Michele Conti e dalla vicesindaca Raffaella Bonsangue) anche quella di una cogestione tra Comune e Regione, finalizzata a dare in concessione a un soggetto privato tutta l’area, attraverso un bando pubblico per salvaguardare il valore storico di un luogo simbolo cittadino. Ma non è facile trovare la quadra in una vicenda dove più attori devono lavorare a una soluzione nel rispetto della legge.
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