Il Tirreno

Pisa

ritratto di un corteo 

«Non siamo complottisti e odiamo la violenza»

Danilo Renzullo
«Non siamo complottisti e odiamo la violenza»

Il figlio di Giorgio Nissim, Piero, professa antifascismo: «Qui per la Costituzione» Ma tirare in ballo la Carta costituzionale è una forzatura piuttosto scorretta

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Danilo Renzullo

pisa. Rifiutano l'appellativo di complottisti, «quello – dicono – lo lasciamo all'informazione mainstream». Si definiscono «realisti» e «liberi». «Lo siamo perché siamo liberi di pensare e di agire», ribadiscono. È l'universo No-Green pass. Il variegato e variopinto mondo che ieri ha invaso Pisa per una manifestazione regionale contro la certificazione verde.

«La nostra è una battaglia che porteremo avanti a oltranza», promettono. Studenti, lavoratori, docenti, operatori sanitari sospesi dall'attività perché vorrebbero incredibilmente entrare nei luoghi di lavoro senza essere vaccinati rischiando di contagiare gli altri. E poi, no-vax, autonomi, esponenti dell'anarchismo e del sindacalismo di base, qualche forzanovista, hanno rivendicato in un lungo corteo quella che definiscono «l'unica grande legge che deve essere applicata e difesa: la libertà di scelta». «Il Green pass è uno strumento illegale», tuona Piero Nissim, figlio di Giorgio, medaglia d’oro al valore civile per il suo impegno contro il nazifascismo. Il noto artista è sceso in piazza con un cartello che rivendica il suo animo antifascista. «Sono qui per difendere la Costituzione – aggiunge –, quella scritta sul sangue degli antifascisti e sulla Resistenza, che oggi rischia di essere calpestata da uno strumento che limita le libertà». A lui potrebbero rispondere numerosi dei costituzionalisti che si sono già espressi in queste settimane: «La Costituzione non c’entra nulla, non venga tirata in ballo in modo scorretto».

In piazza sventolano (pochi) tricolori e fluttuano numerosi cartelli. I cori contro il premier Draghi e la Rai, i fischi rivolti al presidente Giani sono accompagnati dal suono incessante del “blocco” di percussionisti che apre il corteo e dalle improbabili melodie di qualche sassofonista cacofonico. «Questa è la prima manifestazione comune», spiega Gabriele Nanetti, traduttore livornese e membro di Toscana per la libertà, il coordinamento che riunisce vari comitati No-Green pass locali «Siamo apartitici, non violenti – prosegue – e chi sposa questi obiettivi è benvenuto». «Mantenere questi numeri, intorno al migliaio di persone, non è semplice – aggiunge Giulio Milani, scrittore ed editore massese – da due mesi facciamo riunioni, ci contiamo e ci organizziamo per lottare contro il Green pass e l'impostazione della società». «Il Green pass è uno strumento che non ha nessuna base medico-scientifica», sottolinea Loredana Soffio, insegnante massese in congedo. «La certificazione verde è uno strumento illegale che va contro i diritti dell'uomo, le leggi e i regolamenti comunitari e nazionali – aggiunge Monica Lorenzi, 45enne impiegata di Pistoia, in congedo –. Un ricatto per accedere alla vita. Vogliamo rovesciare questa visione e portare avanti una battaglia per l'unica vera legge: la libertà di scelta». Un corteo composito, partecipato da numerose e variegate anime, in cui confluiscono anche i temi sociali in discussione al G20 di Roma. «Tra questi anche la gestione della pandemia e l'adozione di uno strumento divisorio e anticostituzionale del Green pass per accedere ai posti di lavoro – evidenzia Federico Giusti, esponente della Cub –. Al contempo non si investe nella medicina di base, preventiva e del lavoro, mentre i prossimi anni prevedono a livello europeo la contrazione delle spese per la sanità che soffre per le mancate assunzioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Pisa