Sicurezza
Modello Bologna per riconquistare Pisa: Fratoianni e la ricetta del controribaltone
Il segretario di Si:«Con Letta parlo spesso della mia città e tra noi c’è grande sintonia sul fatto che occorra un’ampia coalizione»
PISA.. Sarà dura per il centrodestra e per la Lega confermarsi a Palazzo Gambacorti anche dopo il 2023. Sono infatti due i leader nazionali con Pisa nel cuore e nel sangue che stanno preparando il controribaltone per le prossime amministrative. Uno è il segretario del Pd Enrico Letta, che al momento giusto eserciterà le sue pressioni affinché l’attuale presidente nazionale del Cnr Maria Chiara Carrozza accetti di candidarsi a sindaco, l’altro è il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, ieri nella città in cui è nato, ha studiato ed è cresciuto per tenere a battesimo la rinascita e il rilancio della sinistra pisana e una gran bella infornata di nuovi iscritti.
Segretario Fratoianni, considera anche lei già avviata la campagna elettorale per il 2023?
«Intanto, quello di oggi per Sinistra Italiana è un giorno di festa, nel quale il partito si rafforza per quantità e qualità agganciandosi al trend che ci dà in crescita in tutta Italia. Le politiche e le amministrative del 2023 non sono così lontane e la città di Pisa, che fu drammaticamente persa nel 2018, deve essere riconquistata attraverso un’adeguata programmazione e la costruzione di un’ampia coalizione con delle idee che rappresentino la forza della proposta alternativa di cui c’è un’assoluta necessità. Finora il centrodestra si è imposto e ha governato all’insegna della demagogia, della sterile propaganda e delle battaglie contro gli emarginati e i più deboli, portando le città in cui ha vinto al declino anche culturale. Lo vedo bene, ad esempio, a Foligno, città in cui vivo in questa fase. È peggiorata molto».
Anche Pisa, secondo lei, è peggiorata?
«Sicuramente sì. È una città senza prospettiva, senza idea di futuro. I rapporti con le Università, il mondo della cultura e quelle delle fragilità sono stati completamente azzerati sotto i colpi di una propaganda di bassissima qualità».
Quando parla di un’ampia coalizione a cosa si riferisce in concreto?
«Penso al modello Bologna. Pisa avrebbe bisogno di uno schieramento che abbracci tutte le attuali opposizioni, dai Cinque Stelle fino alla sinistra».
Compreso il Pd, c’è da immaginare, vista la presenza all’incontro del capogruppo dem Matteo Trapani. A questo proposito, si fida di un partito tuttora dilaniato dalle correnti che all’ombra della Torre lo hanno portato al commissariamento?
«Con Enrico Letta discutiamo spesso di questo e devo dire che mi trovo in sintonia. Anche lui è d’accordo sull’esigenza di allargare il più possibile la coalizione. C’è da fare presto e usando coraggio. Dovrà ovviamente prevalere la discussione nel merito, coinvolgendo non solo chi a Pisa ci vive e ci lavora. Ma anche chi ci studia. Se si parte da questo tutto il resto verrà più semplicemente».
Pure per lei sarebbe auspicabile che il prossimo sindaco di Pisa fosse una donna?
«In senso astratto rispondo subito sì. Ritengo che quando una donna arriva ad assumere un ruolo di primo piano può essere solo un bene per tutto il Paese».
Ritiene che per il centrosinistra sarà più facile il controribaltone in Comune alla luce dell’attenuazione dell’onda salviniana?
«Dare per sconfitto il centrodestra sarebbe un grosso errore. La soglia dell’attenzione va tenuta alta, anche se il centrodestra il fiato indubbiamente un po’ corto ce l’ha. Finora ha fatto fortuna con la politica dell’accanimento verso i più deboli, alimentando una guerra tra poveri e riversando prodotti altamente tossici nella discussione del Paese. Il Covid ha però riposizionato le priorità nella testa della gente, quelle che proprio il centrodestra ha lasciato sempre ai margini».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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