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Calci, Il compleanno speciale 

Erminia, 102 anni: «Però non li sento e nella mia dieta non manca mai un bicchiere di rosso»

Pierluigi Ara
Erminia, 102 anni: «Però non li sento e nella mia dieta non manca mai un bicchiere di rosso»

La donna, originaria del Friuli, racconta: "Nicolino, il mio fidanzato, si salvò dalle Foibe. Ed è diventato l'uomo della mia vita"

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CALCI.«Sono 102 , ma non ci credo...». Erminia Gianantonio  commenta simpaticamente la sua bella età. Si riprende e subito precisa: «102 anni, però non li sento». Lucida e arguta sfoglia l'album della sua intensa esistenza fatta soprattutto di difficoltà. «Non mollo mai, non per niente sono razza friulana».

È circondata dall'affetto della gente che le vuole bene. A tratti quando parla è un fiume in piena, tanto dice e vorrebbe dire. «Sono nata a Gemona , in provincia di Udine. Correva il 1919, l'anno dopo la fine della prima guerra mondiale. Ah, le guerre... Bisognerebbe abolirle per sempre. Ne so qualcosa». Uno spaccato di biografia: «Io sono cresciuta secondo i sani princìpi di una volta, ho cercato comunque di stare al passo con i tempi. Non rifiuto le novità per non restare indietro. Leggo tanto e seguo con interesse la televisione. Non mi perdo mai i telegiornali». Ascoltiamola ancora in presa diretta: «Ho due figli gemelli, Paolo e Rosanna, che hanno 76 anni. Due i nipoti, Claudia e Roberta. Quattro i pronipoti: Nicola 17 anni, Aurora 16, Giorgia 12, Leonardo 8. Tutti molto affettuosi. Una famiglia straordinaria. Di meglio non potrebbe essere». Il pensiero al marito Nicolino Cucurachi morto da qualche decennio. «L'ho conosciuto in circostanze drammatiche. Infatti ho attraversato le atrocità dell'occupazione dei tedeschi e poi delle truppe cosacche, ai confini orientali. Trasferita a Trieste nel 1945, ho dovuto assistere alle barbarie dei rastrellamenti dei partigiani del Maresciallo Tito. In Carnia molti uomini in divisa, ma anche migliaia di persone in abiti civili, sono stati trucidati e gettati nelle foibe. Si è salvato quasi per caso Nicolino, il mio fidanzato che poi è stato l'unico uomo della mia vita».

È l'ora di pranzo dopo la colazione di buon mattino con latte, orzo e miele. A mezzogiorno e mezzo carne bianca o in alternativa pesce azzurro. La cena si basa su minestrine leggere con il riso, di contorno verdure e frutta abbondante. Non manca mai un bicchiere di vino rosso. La notizia: «Tra una settimana o due lascio la casa qui a Montemagno e mi trasferisco a Cappetta, sempre a Calci. Verrà a stare con me una signora. Ci faremo buona compagnia».

Erminia ha infine invito e un appello che ci rivolge benevolmente: «Signor giornalista, venga anche l'anno prossimo , quando avrò 103 anni!».

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