Sicurezza
Ex Monopoli di via Pellizzi, nuovo ricorso al Tar del comitato di quartiere
Prosegue a colpi di carte bollate il braccio di ferro sulla costruzione del cosiddetto “Giardino verticale”
PISA. «Il nuovo permesso a costruire conserva tutti i vizi del primo atto autorizzativo, gli stessi che anche il Tar ha riconosciuto». Prosegue a colpi di carte bollate il braccio di ferro sulla costruzione del cosiddetto “Giardino verticale”, il piano di rigenerazione urbana promosso dall’Impresa generale di costruzioni Ferrante per il recupero dell’area di via Pellizzi che ospitava l’immobile ex Monopoli di Stato che porterà alla realizzazione di una palazzina.
Il comitato Via Battelli-Per una città ed un territorio vivibili si appella nuovamente al Tar per cercare di ottenere la sospensione del permesso a costruire e il conseguente stop al cantiere. «Il Tar di Firenze, con sentenza dello scorso luglio, ha accolto il ricorso presentato dai cittadini del quartiere annullando il permesso a costruire e riconoscendo l’illegittimità del rilascio del provvedimento autorizzatorio all’edificazione – spiega il comitato –. Dopo tale decisione è stata inviata al Comune una diffida a sospendere il nuovo permesso a costruire in variante del precedente, rilasciato pochi giorni prima della sentenza. L’invito, disatteso, è stato formulato in base al fatto che i due atti sono intimamente correlati e connessi sia nella forma (il secondo è una variante del primo) che nella sostanza. Conseguentemente, i vizi del primo riconosciuti dal Tar si riverberano sul secondo, senza che l’istruttoria dell’ufficio tecnico, compiuta durante la sospensione del cantiere disposta per 45 giorni dall’amministrazione, possa ritenersi sufficiente a superare tutte le censure mosse ed accolte dal Tar. Neppure il nuovo progetto attenua quello che il giudice ha definito aumento di carico urbanistico, non consentito rispetto all’edificio originario». Secondo il comitato, l’amministrazione «nega la concreta esecuzione della sentenza del Tar e allontana sempre più le politiche e il proprio operato dalle esigenze del quartiere e del territorio, costringendo i cittadini a promuovere nuove azioni giudiziarie».
«Il Comune ha ottemperato alle richieste del Tar e rilasciato un secondo permesso a costruire sulla base del quale il cantiere va avanti – evidenzia invece Francesco Ferrante, titolare dell’impresa che sta portando avanti il piano di rigenerazione –. Ci siamo sempre attenuti e continuiamo ad attenerci alle disposizioni. C’è un permesso rilasciato dal Comune e andiamo avanti».
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