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«Coalizione larga e con M5S per riconquistare Pisa»

Francesco Loi
«Coalizione larga e con M5S per riconquistare Pisa»

Alessandra Nardini: un accordo sui segretari oltre le divisioni di questi anni Il candidato sindaco? Se fosse una donna sarebbe un segnale importante

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Francesco Loi

PISA. Bene l’accordo sui segretari, Oreste Sabatino al provinciale e Andrea Ferrante al comunale. Pd capofila di una coalizione larga. E candidatura a sindaco di una donna come segnale auspicabile. Così l’assessora regionale Alessandra Nardini, esponente dell’ala orlandiana-zingarettiana, sulla svolta del Pd pisano in vista del congresso e della grande sfida di Pisa 2023.

Assessora, come si è arrivati al nuovo equilibrio oltre le storiche divisioni?

«Non ho voluto seguire direttamente il congresso e la scelta dei candidati, per l’intensità del lavoro in Regione in questa fase e perché penso che il partito non debba coincidere solo con gli eletti. Ci sono ruoli da rispettare, come quello della commissaria Valeria Valente, che ha fatto un grandissimo lavoro di ricostruzione e rilancio. Non va disperso, non dobbiamo tornare alle logiche e alle divisioni degli ultimi anni».

Il Pd è chiamato alla prova più difficile: riprendere Pisa...

«C’è un grande lavoro da fare. A Pisa la sfida è altissima, tornare alla guida della città non per rivincita, ma per garantirle la progettualità e il ruolo che merita. Andrea Ferrante ha esperienza e capacità per svolgere al meglio il ruolo di segretario cittadino che lo attende. Non c’è però solo Pisa: al Pd provinciale, a parte la parentesi di Cerri interrotta purtroppo prematuramente, è dalle Regionali 2015 che manca una guida all’altezza del ruolo e capace di far sentire militanti e amministratori parte di una comunità vera. Spero che le cose cambino».

Quanto sta incidendo, anche in ambito locale, il ruolo di Enrico Letta?

«Letta sta mostrando una grande capacità di tenere unito il partito. Ha accettato di guidare il Pd in una delle fasi più difficili, portandolo a vittorie importanti alle ultime elezioni. Questo dimostra che se il Pd allarga e non si chiude, se parla con i cittadini e abbandona l’autosufficienza può vincere. È la bussola da seguire anche a Pisa. Nella sua relazione alla direzione di martedì ha affermato che dobbiamo diventare il partito della sostenibilità sociale e ambientale, che mette insieme giustizia climatica e giustizia sociale: una dichiarazione molto impegnativa, che mi convince molto».

Quale la strada da seguire, secondo lei, per la campagna elettorale a Pisa?

«La partita è aperta e il sovranismo di Salvini e Meloni è in crisi. Conti, con furbizia, sta provando a cucirsi addosso una veste da moderato, ma non è credibile. Bene il suo recente voto per sciogliere Forza Nuova, ma è quello anti-moschea, quello delle ordinanze farsa anti-bivacco che scimmiottano Salvini e quello dell’uscita del Comune dalla Rete anti-discriminazioni. Ha fatto una campagna tutta ordine e sicurezza e oggi Pisa è molto meno sicura. E se può vantare qualche risultato sui lavori pubblici lo deve alle risorse e ai progetti delle amministrazioni passate. Quindi rispetto alla sua visione dobbiamo impostare un’opposizione di merito, senza sconti, trasversalismi di comodo e incoerenze».

E sulla candidatura a sindaco quale profilo la convince di più?

«In questi anni le opposizioni in Comune hanno saputo essere unite e bisogna continuare così. Un Pd forte è necessario, ma non basta: serve una coalizione ampia, di tutto il centrosinistra, sul modello di grandi città come Bologna, Napoli, aperta all’esterno e allargata anche al M5S. Il Pd deve essere umile e generoso, la priorità non sono le ambizioni personali, è Pisa, farla tornare a contare ai tavoli regionali e nazionali, portarla fuori dall’isolamento a cui la Lega la condanna, renderne la progettualità all’altezza di quella capitale del sapere, della ricerca e dell’innovazione che è. Per farlo tutta la coalizione dovrà riconoscersi in una figura autorevole, ben radicata in città, capace di allargare e di interpretare la scelta di un campo plurale di forze. Se oltre a ciò fosse anche donna sarebbe un altro segnale importante che troppo spesso non diamo».

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