Il Tirreno

Pisa

cep: la denuncia di asia-usb 

Piove in camera e in bagno, case popolari in abbandono

Sara Venchiarutti

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Sara Venchiarutti

pisa. Piove in camera da letto, in bagno e in cucina. In un altro immobile, invece, nel salotto. Nessuna stanza è risparmiata. E così, con l’arrivo delle prime piogge autunnali e invernali, bisogna attrezzarsi con ombrelli e bacinelle per raccogliere le infiltrazioni. «In una casa al terzo piano con due minori è caduto addirittura l’armadio a causa dell’umidità». A raccontarlo sono gli inquilini di alcune case popolari di via Pierin del Vaga, nel quartiere del Cep.

«Qui era stato promesso di riparare il tetto degli immobili da cui filtra l’acqua piovana, ma ad oggi la situazione è rimasta la stessa», afferma Fabrizia Casalini dell’Associazione inquilini e abitanti dell’Unione sindacale di base (Asia-Usb), che ieri mattina ha indetto una conferenza stampa per denunciare la condizione dell’edilizia popolare pubblica. «Siamo al Cep – sottolinea Casalini – perché ci sono arrivate molte chiamate dagli abitanti di questo quartiere, dove qualche settimana fa abbiamo anche organizzato un incontro pubblico sulla questione abitativa. Ma la situazione, come abbiamo già segnalato più volte, riguarda ugualmente le strutture dell’edilizia residenziale pubblica presenti in altri quartieri, da via Norvegia a via Pungilupo e via Matteucci».

Da un lato, spiega il sindacato, c’è il degrado in cui si trovano da tempo diverse abitazioni. Gravi problemi di umidità, ambienti malsani, quartieri al buio a causa dell’illuminazione insufficiente. E la lista continua con il sistema fognario da rifare, problemi strutturali, manto stradale costellato da buche e in generale la presenza di numerose barriere architettoniche che rendono praticamente impossibile una mobilità autonoma alle persone con disabilità e agli anziani che vivono in queste zone. Dall’altro «c’è il gravissimo problema delle case vuote, più di 200 a Pisa, perché in attesa di ristrutturazione», aggiunge Casalini.

«Le domande però all’ultimo bando Erp erano 890. A fronte di questa grande domanda l’offerta continua a essere limitata. Una situazione che si trova in generale in Italia. Per questo ci vogliono investimenti, bisogna stanziare risorse. Quello che contestiamo è che l’amministrazione comunale scelga di spendere un sacco di soldi in centro tra fioriere e illuminazioni costose nelle piazze, mentre lo stato in cui si trovano i quartieri periferici resta lo stesso. Vogliamo spendere un po’ anche qua, nelle periferie? Niente da dire su fiori e parchi, ma devono essere gli interventi più urgenti la priorità», è la richiesta.

«Ora – conclude Fabrizia Casalini – andremo anche negli altri quartieri per denunciare le condizioni in cui si trovano gli alloggi e chiederemo nuovi incontri con le istituzioni comunali per vedere a che punto è la situazione. Il cambio di passo non c’è stato. Solo tante promesse, ma poi vengono commessi da anni sempre i soliti errori».

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