La cava dove dopo ogni arresto gli spacciatori tornano a prendersi la piazza
Fermati due stranieri con 65 grammi di coca e 17 di hashish. Il blitz a tre mesi dall’ultimo: la droga arriva da fuori provincia
VECCHIANO. Sapevano che gli spacciatori sarebbero tornati nella cava abbandonata in via della Barra e i carabinieri non si sono fatti trovare impreparati. Li hanno osservati e al momento giusto, nella notte di giovedì, sono intervenuti. Quindici militari, divisi in due squadre per bloccare le vie di fuga dall’alto e dal basso a una coppia di giovani spacciatori che sfrutta una recinzione che divide la strada da una cava abbandonata che la fiancheggia.
Li hanno arrestati con 52 dosi di cocaina, 11 di hashish e 950 euro in contanti. Numeri che danno l’idea dell’importanza di quella piazza di spaccio che appena viene svuotata si riempie di nuovo.
È come l’acqua. Gestita da un gruppo di origine marocchina, non appena si riesce a bloccare l’afflusso di droga (diversi gli arresti di recente) subito arriva qualcuno a rimpiazzare. Le operazioni dei carabinieri hanno avuto cadenza annuale, almeno a partire dal 2016, ma la capacità di ritornare a impossessarsi dell’area da parte degli spacciatori non conosce freni. In una sera, secondo quanto stimato durante i servizi di osservazione nelle operazioni precedenti a questa, riescono a rifornire 50 o 60 clienti.
Il punto è che la manovalanza si trova. Il giro di spaccio è di quelli da migliaia di euro e di fatto gli spacciatori che agiscono nella zona, una volta istruiti, lavorano come dei dipendenti. Paga buona e piazza già costruita. Vengono da fuori e finora non si è riusciti a risalire la catena fino ai capi.
Era la fine di luglio, il 22, quando un’altra operazione dei carabinieri fece finire in manette altri tre spacciatori. Nessuno però pensava di avere fermato il via vai in quella che ormai i residenti chiamano “la via dello spaccio”.
Una nomea non gratificante e sicuramente in parte riduttiva, ma che sicuramente ha del vero. Lì dal tramonto all’alba si mette in moto un meccanismo ben oliato.
La strada è stretta e lunga e la cava offre protezione con la recinzione che la divide. Ed è molto poco illuminata.
C’è anche un vantaggio tattico. Gli spacciatori infatti possono sfruttare la situazione per stare di vedetta in attesa dei clienti. C’è la possibilità di salire sulla cava e da lì osservare le automobili in avvicinamento.
Allora uno dei due scende al livello della strada, mentre l’altro rimane in cima alla cava a osservare quello che succede intorno.
Le auto si affiancano, decine ogni sera come si è visto, passano i soldi attraverso un foro della recinzione e dall’altro lato arriva la bustina con la droga. Veloce e lontano da occhi indiscreti.
Non è proprio vera quest’ultima frase. Perché i carabinieri hanno osservato e capito come agire. Una pattuglia è intervenuta su, a fermare la vedetta. L’altra invece ha agito vicino alla recinzione. Non avevano soltanto cocaina addosso. Si tratta di 52 dosi per un totale di 63 grammi di polvere bianca e 17 grammi di hashish divisi in 11 dosi.
I due spacciatori catturati ieri mattina, Rachid Jarmouni, 18 anni, e Azouz Essadat, 29, sono finiti davanti al giudice. Entrambi gli arresti sono stati convalidati e i due aspetteranno in carcere il processo che si terrà a novembre. Sono difesi dall’avvocato Giulio Parenti, la giudice Beatrice Dani ha convalidato gli arresti.Chissà se l’acqua è già pronta a tornare in via della Barra.
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