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«Campagna fondamentale ma ai medici di famiglia bisogna dare risorse»
pisa. Con la partenza dal 25 ottobre della campagna antinfluenzale la platea delle persone da vaccinare negli studi medici aumenta in maniera notevole. Circa 50mila dosi già a disposizione in provincia, su una popolazione di oltre 100mila persone over 65. Con il rischio che la pressione negli studi medici sia davvero altissima.
Luca Puccetti, segretario provinciale della Fimmg, chiede che il peso che i medici di famiglia dovranno sostenere in un passaggio così delicato e importante sia alleviato. E la strada non può essere che una: più risorse.
«Gli over 80 sono stati i primi a essere vaccinati per il Covid. Ora, per la terza dose la raccomandazione è che siano passati sei mesi prima dell’ultima somministrazione. Se a questo si aggiunge che le prime dosi di vaccino antinfluenzale andranno invece date alla popolazione over 70, è chiaro che ci saranno situazioni di sovrapposizione», spiega Puccetti.
Attualmente le persone da 60 a 79 anni che sono intenzionate a fare la terza dose devono prenotare sul sito web della Regione e dovranno farla negli hub. Lì però non fanno il vaccino antinfluenzale.
Esiste anche la possibilità che nasca un accordo per la somministrazione dell’antinfluenzale direttamente nelle farmacie. È un’ipotesi di cui si sta ragionando a livello nazionale e che dovrà essere eventualmente calata nei contesti regionali. È presto dunque per dire se sarà messa in pratica.
I vaccini antinfuenzali sono due: il quadrivalente adiuvato, con l’aggiunta di una sostanza che stimola la produzioni degli anticorpi per persone anziane e con patologie a maggior rischio; e il normale quadrivalente.
«I medici di famiglia saranno impegnati in modo notevole. Bisognerà tenere attiva l’attività ambulatoriale normale e in più quella dei vaccini, che si va ad aggiungere. Come categoria ci rammarichiamo molto che non sia stato possibile raggiungere con la Regione un accordo per un supporto aggiuntivo in termini di personale. In particolare per dei profili infermieristici che aiuterebbero nella gestione. A quanto ci è stato detto queste risorse sono impegnate in altre attività, come gli hub. C’è un problema di risorse significativo e ci saranno delle misure di contenimento per questa situazione. Una situazione difficile: si pensi alle persone con problemi di mobilità che dovranno essere raggiunte e saranno i medici di famiglia a farlo. La vaccinazione è diventata un’attività costante e bisognerà tenerne conto».
L.R.D.
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