Sicurezza
Arrestata per un pugno a un anziano, aggredisce anche un poliziotto
La donna, in cella l'aggressione, durante l’interrogatorio ha picchiato un ispettore
PISA. Non ha parlato. La sua comunicazione è stata solo fisica. Un linguaggio del corpo scomposto e violento.
Durante l’interrogatorio, previsto nell’udienza di convalida, la 33enne arrestata domenica dalla polizia per il reato di lesioni gravissime, si è scatenata contro un ispettore della polizia penitenziaria.
L’udienza si è svolta in remoto. Il gip Giuseppe Laghezza nell’aula in Tribunale con l’avvocato d’ufficio dell’indagata a pochi metri e la donna, Simona Dumitru, romena, nella saletta allestita all’interno del carcere Don Bosco con il computer per gli interrogatori a distanza. Al suo fianco un poliziotto che all’improvviso, senza un motivo apparente, è stato aggredito dalla donna che non ha voluto o potuto riferire sull’episodio di domenica.
Non è un problema di conoscenza o meno della lingua. La 33enne si rifiuta o non è in grado di interloquire con gli inquirenti e neanche con il suo legale, Roberto De Robertis che sta ipotizzando la richiesta di una perizia psichiatrica per la sua cliente.
L’ispettore picchiato ha avuto cinque giorni di prognosi. L’udienza non è durata granché e il giudice, in assenza di qualunque risposta dell’indagato, ha convalidato l’arresto in carcere come chiesto dal pm Aldo Mantovani.
Resta ancora irrisolto il movente dell’aggressione di domenica mattina. L’ipotesi della rapina è stata presa in considerazione dagli investigatori della squadra mobile, ma lo stato di alterazione della donna potrebbe far supporre anche un scatto di follia della 33enne che ha colpito il primo che le passava accanto mentre in bici procedeva verso i condotti.
La sorte ha girato al contrario per il 79enne, residente nel comune sangiulianese, che dopo aver ricevuto il pugno in faccia dalla romena, stando a quanto ricostruito dalla polizia, è finito di testa contro un paletto di ferro collocato all’esterno della filiale del Credito Valdinievole.
Un impatto devastante che gli ha procurato fratture alla mandibola e alle ossa nasali, lesioni alla base cranica e perdita di sangue da un orecchio.
Ricoverato a Cisanello subito dopo l’assalto, i medici non hanno ancora sciolto la prognosi per il pensionato che si ritrova a lottare contro la morte per un cazzotto tirato così, a caso. Se anche fosse stato un tentativo di rapina e l’anziano avesse provato a reagire, l’attacco della donna sarebbe comunque sproporzionato. Una causa-effetto che sgomenta per la facilità con cui si può rischiare la vita passeggiando in strada una domenica mattina in un quartiere residenziale.
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