Il Tirreno

Pisa

l’intervento di mancarella al palacus 

Una cerimonia dedicata a Christin e Alberto

Francesco Turchi
Una cerimonia dedicata a Christin e Alberto

Il rettore ricorda davanti a Mattarella i due giovani morti e guarda al futuro «Ateneo inclusivo, europeo, innovatore per le sfide che attendono il Paese»

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Francesco Turchi

pisa. Inclusivo, europeo, innovatore. E protagonista – come lo è già stato in passato – di quella fase di svolta che attende il Paese, chiamato «a un cambiamento radicale» post-pandemia. È l’Ateneo tra presente e futuro descritto dal rettore Paolo Mancarella al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – accolto come «esempio di forza, equilibrio e correttezza per tutti noi» – ai membri del senato accademico e del cda e ai 300 invitati in platea al PalaCus per l’inaugurazione dell’anno accademico 2021/22 dell’Università di Pisa, il 678° dalla sua fondazione. Mancarella – all’ultimo anno del suo mandato – sottolinea che «il nostro Ateneo è tra le forze trainanti di un sistema universitario italiano sempre più apprezzato nel mondo, ma anche un nodo importante e autorevole nella rete globale delle Università e degli enti di ricerca». E anche per questo «oggi, come nel 1946, con spirito unitario e fiducia nel futuro, la nostra comunità vuole fare la sua parte per cogliere questa “occasione irripetibile di rinnovamento dell’Italia”. La stessa occasione che un nostro celebre allievo, Piero Calamandrei, vide, 75 anni fa, proprio nell’Assemblea costituente». Oggi «la centralità dell’innovazione fa da filo conduttore per consentirci di giocare un ruolo importante nelle transizioni che l’Unione Europea ci spinge a condurre. Una transizione digitale, una transizione culturale e una transizione sociale, in grado di generare una transizione verde, evitando il “corto circuito” tra innovazione tecnologica, spesso energivora, e riconversione ecologica della nostra economia».

Un altro concetto che il rettore mette in evidenza con orgoglio nel corso del suo intervento è che «durante la pandemia l’Università di Pisa non ha avuto un solo momento di sospensione delle sue attività. Ci siamo riusciti grazie ad una comunità universitaria che ha risposto in modo rapido e compatto, dando prova non solo di grande professionalità, ma anche di una generosità encomiabile».

Infine un pensiero speciale rivolto a due giovani che non ci sono più: Alberto Fanfani, scomparso nel crollo del Ponte Morandi a Genova il 14 agosto 2018, e Christin Tadjuidje Kamdem, camerunense, vittima del Covid. Alberto, 33 anni, stava per portare a termine la Scuola di specializzazione in Medicina interna e Christin, morto a trent’anni nel marzo 2020, avrebbe dovuto discutere la sua tesi di laurea in Scienze agrarie di lì a pochi giorni. Ad entrambi l’Università di Pisa ha voluto conferire i rispettivi diplomi alla memoria. «Dedico a loro questa cerimonia. Nella memoria di questi nostri studenti e nei loro sogni – conclude il rettore – oggi si specchiano le aspirazioni di tutti coloro che riconoscono nella conoscenza lo strumento per contribuire alla costruzione di un mondo più giusto, equo e sostenibile, in cui nessuno venga lasciato indietro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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