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«Darsena Europa, vogliamo vedere lo studio sull’erosione»

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PISA. Sulla Darsena Europa è il momento di giocare a carte scoperte e che ciascuno si assuma per le proprie responsabilità. Il presidente di Confcommercio provincia di Pisa, Stefano Maestri Accesi (nella foto), e il presidente dei balneari del Sib Confcommercio, Fabrizio Fontani, chiedono chiarezza e garanzie rispetto alla maxi opera in via di realizzazione a Livorno.

«Se c’è uno studio sulla dinamica costiera, come affermato dall’ingegner Bonadio, è giusto che sia condiviso e diventi pubblico – dice Maestri Accesi –. Vogliamo vedere chi lo ha realizzato e che tipo di conseguenze e di eventuali effetti erosivi prevede sulla costa pisana. Conoscere i rischi e i danni conseguenza dalla costruzione della Darsena Europa è prima che un dovere un diritto del nostro territorio, in cui la costa svolge un ruolo economico, sociale e ambientale fondamentale. È possibile che in un momento storico in cui i grandi della Terra prendono coscienza del problema ambientale, tanto da sottoscrivere un accordo condiviso e tanto da eleggere personaggio dell’anno una sedicenne che porta l’ambiente all’attenzione dell’umanità, nella regione Toscana sia dia per certo un problema ambientale senza portare certezze fin da subito sulle soluzioni? Siamo i primi a chiedere interventi di miglioramento infrastrutturale, investimenti chiave per intercettare crescita, sviluppo e occupazione, ma occorrono garanzie e certezze per salvaguardare il litorale dalla distruzione. Chi sa parli con la massima chiarezza e si assuma fino in fondo la responsabilità delle proprie decisioni».

Ribadisce il concetto Fontani: «Siamo curiosi di leggere questo studio e i dettagli. In più, occorre verificare se oltre il rischio erosivo, già di per se sufficiente a danneggiare un intero sistema territoriale, è stato calcolato anche il danno ambientale legato all’inquinamento delle acque, conseguenza dell’aumento del traffico esponenziale delle navi. È solo un esempio, tra le tante perplessità, compresa la tenuta economica di una simile infrastruttura portuale, per dire che ciascun passaggio deve essere attentamente valutato al fine di scongiurare ogni possibile riflesso negativo per la costa pisana. Non siamo contrari per principio alla Darsena Europa, ma non possiamo assecondare ciò che, fino a prova evidente e contraria, minaccia l’esistenza non solo degli stabilimenti balneari, ma anche di attività commerciali, strutture ricettive e tutto quanto di bello e prezioso offre il litorale pisano».

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