Sicurezza
La “Santa Alleanza” dei musei cittadini per il rilancio oltre la pandemia
Punto di partenza una piattaforma web condivisa Matteoni coordinatore. L’ipotesi del biglietto unico
Francesco Loi
PISA. Scomodare la Santa Alleanza è un po’ troppo. Certo è che di precedenti ce ne sono pochi. Forse nessuno. Tutti gli enti pisani, responsabili delle più importanti realtà museali cittadine, allo stesso tavolo e con un patto sottoscritto. Il protocollo d’intesa porta alla costituzione della rete Pnn “Pisa Percorsi Museali”. Cosa diventerà si potrà scoprire un po’ alla volta. Intanto il primo passo è quello di creare una piattaforma web nella quale far confluire tutti i musei rappresentati. La città della cultura museale che riunisce le forze oltre la pandemia e verso il futuro.
Del coordinamento fanno parte Comune di Pisa, Direzione regionale musei della Toscana-ministero della Cultura) (musei nazionali di Palazzo Reale e di San Matteo), Fondazione Pisa (Palazzo Blu), Opera della Primaziale Pisana (Museo delle Sinopie, della Primaziale, del Camposanto), Sovrintendenza Archeologia; Belle arti e Paesaggio di Pisa (Museo delle navi), Sistema museale d’Ateneo dell’Università di Pisa (Museo della Grafica, Museo degli strumenti per il calcolo).
Negli anni, più di un’amministrazione aveva fatto tentativi simili preceduti spesso da appelli nel tentativo di smuovere le acque per un circuito museale che avesse il suo baricentro nei lungarni. Ma di convergenze ce n’erano state poche. Le resistenze e le autonomie sono sempre state più forti di tutto.
Poi però ci sono le difficoltà di un settore che l’emergenza sanitaria, con le conseguenti limitazioni, ha colpito e penalizzato più di altri. Difficoltà che accomunano e che spingono ora a cercare la forza nell’unione. «Questa intesa è frutto della pandemia in senso positivo», la considerazione di Chiara Bodei, presidentessa del Sistema Museale di Ateneo.
Sta di fatto che il punto di partenza c’è. «Il momento più alto da quando ho assunto questo incarico», celebra così la firma del protocollo l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani, ricordando che «l’iniziativa nasce in seguito a Pisa 2022, il cantiere virtuale della candidatura per la città della cultura».
A portare avanti i buoni propositi saranno un comitato esecutivo e un comitato scientifico. Il primo, presieduto dal sindaco Michele Conti o da un suo delegato, sarà composto da tecnici e rappresentanti di ognuno dei soggetti firmatari e avrà soprattutto il compito di definire l’indirizzo annuale culturale della rete Ppm. Invece il comitato scientifico «sarà composto – si legge negli atti – da soggetti di comprovata competenza culturale e scientifica» e «sarà nominato in occasione di progetti o iniziative specifiche».
Coordinatore del comitato scientifico è stato nominato Dario Matteoni, già direttore dei musei nazionali di Palazzo Reale e di San Matteo, e già anche coordinatore del comitato per la candidatura di Pisa a capitale italiana della cultura. «Per la prima volta – sottolinea Matteoni – emerge e si realizza un terreno comune di dialogo e collaborazione». Con questo accordo infatti i firmatari si impegnano «a condividere progetti e attività specifiche disciplinando l’impegno di ciascuno di essi, l’organizzazione delle iniziative e individuando le risorse o i servizi resi disponibili». Inoltre si impegnano a ricercare «ulteriori finanziamenti regionali, nazionali e comunitari o da sponsor».
Un aggregatore di contenuti sul web è il punto di partenza. In prospettiva, la prova del salto di qualità sarebbe, ad esempio, la realizzazione del biglietto unico a favore della fruibilità turistica, progetto che attraversa i decenni e diventato una chimera. «Voglio rispettare l’autonomia di ciascun soggetto aderente al protocollo – risponde Magnani –. Comunque, se al netto delle varie sensibilità e delle questioni di fiscalità si verificassero le giuste condizioni, non potrei che esserne felice».
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