Finanza
Il torrente della protesta studentesca «Rivogliamo aule e laboratori»
L’Osservatorio Permanente scrive al presidente Mattarella: «Lunedì faccia una deviazione e visiti uno dei nostri licei»
Cristiano Marcacci
pisa. C’erano anche numerosi docenti nel serpentone degli studenti che ieri mattina hanno manifestato per le strade del centro di Pisa in occasione dello sciopero del comparto scuola. Tra di loro anche l’ex assessore Dario Danti (ora assessore alle culture del Comune di Volterra), insegnante al liceo Dini. Proprio all’altezza della scuola in cui presta servizio, lungo via Benedetto Croce, è voluto salire sul muro di recinzione dell’istituto scolastico per godersi meglio da una panoramica privilegiata il giovanile “torrente” di protesta. «Queste – ha confidato a Il Tirreno – sono cose che rigenerano l’anima. Tra i responsabili del corteo e della manifestazione ci sono dei miei studenti, sono molto bravi. Sono fiero di loro».
Slogan, striscioni, tanti cartelli improvvisati scritti con il pennarello pochi istanti prima di scendere in piazza. “Dalle strutture alla didattica: una scuola”, “Basta precarietà nell’istruzione, vogliamo sapere cosa succederà. Scuole in rivolta”, “Mi butterei dal Monte Bianco per riavere il compagno di banco”, alcune delle frasi più significative lette in qua e là. «Proprio in questi giorni – urla una studentessa al megafono – abbiamo appreso che al liceo Dini sono ben dieci gli spazi mancanti per altrettante classi, e non 3 come era stato detto in precedenza. La preside ce lo ha tenuto nascosto forse perché aveva paura che ci incazzassimo. Bene, oggi lo siamo ancora di più».
Rispetto ai problemi all’ordine del giorno a livello nazionale (dall’obbligo del Green pass al precariato e alle classi pollaio che non garantiscono i minimi livelli di sicurezza e il distanziamento richiesto dai protocolli di sicurezza anti-Covid), a Pisa il fiume della contestazione si è ingrossato a causa principalmente delle notevoli difficoltà incontrate nelle ultime settimane per il reperimento degli spazi in cui ricavare delle aule alternative per i licei cittadini. L’Osservatorio Permanente Scuole Pisa (composto da studenti, genitori e docenti) ha scritto addirittura al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale, in occasione della sua visita in città lunedì 18 ottobre, viene chiesto di fare una “deviazione” rispetto al programma definito e di fermarsi per qualche minuto in uno dei licei pisani, «per avere un’idea immediata della situazione che stiamo vivendo», scrive l’Osservatorio.
«La situazione di alcuni istituti cittadini – si legge nella missiva a Mattarella – sta diventando insostenibile. Al momento mancano circa una cinquantina di aule, a cui si sopperisce sacrificando laboratori scientifici, laboratori linguistici, biblioteche e aule di disegno, facendo ruotare i ragazzi e le ragazze da una classe all’altra e inventando orari ridotti di 50 minuti e giornate prolungate di 6 ore con una sola ricreazione di 15 minuti, con conseguenti gravi ripercussioni legate all’apprendimento, al trasporto pubblico, alle attività pomeridiane e all’organizzazione familiare».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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