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Pisa

Il caso 

Cgil e Cobas: «Al Teatro Verdi ritmi pesantissimi di lavoro»

Roberta Galli
 Cgil e Cobas: «Al Teatro Verdi ritmi pesantissimi di lavoro»

Nel mirino la gestione del personale anche precario, «Orari interminabili». Dubbi anche sul concorso per direttore generale: «Sembra fatto su misura»

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PISA. «La situazione del Teatro Verdi di Pisa sta divenendo sempre più preoccupante, innanzitutto per la gestione unilaterale del lavoro e del personale precario sottoposto a ritmi pesantissimi di lavoro, orari interminabili e straordinari extra contratto». È questa la denuncia portata avanti da Cgil e Cobas. I due sindacati puntano il dito sull’utilizzato di personale precario per l’allestimento delle prime tre opere in cartellone per la stagione lirica. Una scelta, che secondo i sindacati, al di là dei contratti previsti dalla legge, mortificherebbe le professionalità del teatro, senza tenere conto delle tempistiche necessarie per l’allestimento di un’opera, e alla lunga provocherebbe un impoverimento della qualità del prodotto offerto dal teatro stesso.

Al centro delle critiche anche il bando per l’assunzione della figura di direttore generale che a detta dei sindacati «presenterebbe troppi passaggi poco comprensibili rispetto all’obiettivo di individuare figure professionalmente solide». Un bando insomma che, sempre secondo Cgil e Cobas, lascerebbe ampi margini di discrezionalità al Cda del teatro. «E tra i nomi che circolano nell'ambiente - ha detto Massimo Basilei della Cgil - c'è anche quello del responsabile nazionale dello spettacolo e del teatro di Fratelli d'Italia».

Le denunce sono state messe nero su bianco nel corso di un incontro alla Camera del Lavoro alla presenza di Massimo Basilei segretario Slc Cgil, Giovanni Bruno Cobas, e delle Rsu del Verdi, Marco Gabellieri, Nicola Savazzi e Elisabetta Ripetti Pacchini. «Il neo-direttore artistico Enrico Stinchelli – hanno ribadito i sindacalisti - ha avviato un ambizioso e avventuroso programma del “trittico operistico verdiano” durante il mese di settembre, senza minimamente confrontarsi con il personale tecnico del teatro, imponendo ai lavoratori precari ritmi pesantissimi, orari interminabili e ore di straordinario per mettere in scena opere che richiederebbero, ciascuna, un mese di lavoro». Ma non solo. Sempre secondo la tesi del sindacato, «il direttore artistico è ricorso a personale giovane appositamente ingaggiato, dichiarando che questo è l’indirizzo che intende intraprendere come sperimentazione al teatro Verdi, marginalizzando il personale interno e ricorrendo, come legittima scelta artistica, a manodopera esterna, ma rivelatasi in questo caso poco esperta».

Per i sindacati si tratterebbe insomma di una manovra finalizzata a risparmiare sulla manodopera assunta, invece che provvedere alla stabilizzazione e all’assunzione del personale attualmente precario. Si parla di 15 unità. Critiche pensanti infine sono state rivolte al bando per l’assunzione di un direttore generale. «Una selezione – ha detto Basilei – che deve anche chiarire quale sia la fonte per i 70mila euro per il trattamento economico e le prerogative che affiderebbero al direttore discrezionalità per le assunzioni di personale di vario tipo».

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