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Pisa

il pensionamento della dirigente 

La prof Pieraccioni lascia l’istituto Settesoldi: «La scuola? In presenza»

Giulia Serni
La prof Pieraccioni lascia l’istituto Settesoldi: «La scuola? In presenza»

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vecchiano. Cambio al vertice all’istituto comprensivo “Daniela Settesoldi” di Vecchiano. Nel giardino del plesso di via del Capannone, i saluti ufficiali. Piccola ma significante cerimonia per ringraziare la dirigente uscente Sonia Pieraccioni, che conclude così la sua carriera, raggiunto il meritato traguardo della pensione. Un curriculum di tutto rispetto quello di Pieraccioni, che mette in luce una vita dedicata alla scuola e ai ragazzi, con impegno e dedizione. Arrivata nel mondo scolastico nel ‘79 come supplente di scuola primaria proprio a Vecchiano, si laurea dopo qualche anno in pedagogia. Dopo aver vinto il concorso, nel 2007 ricopre per la prima volta la carica di dirigente, nell’istituto comprensivo Falcone di Cascina.

L’anno successivo passa al Niccolini di San Giuliano, fino al 2019. Da qui la dirigenza a Vecchiano. Autrice dei testi “Democrazia in erba”, “L’educazione alla legalità nella scuola di base” e di “A spasso per San Giuliano Terme” ricopre incarichi importanti anche all’interno del mondo politico.

«Ho avuto incarichi elettivi nella pubblica amministrazione come consigliere del Comune di San Giuliano, consigliere provinciale, presidente del consiglio cittadino pari opportunità e assessore comunale di San Giuliano. Tantissime esperienze – precisa Pieraccioni – che poi mi sono servite nel lavoro di dirigente». Riconoscenza e stima, per l’impegno e la professionalità, arrivano non solo da tutto il corpo docente e amministrativo della scuola, dal nuovo dirigente Paolo Gori, dalla presidente del consiglio d’istituto Sara Ursino, dalla vicepreside Marina del Zoppo e da Alessandra Santini, direttore dei servizi generali e amministrativi, ma anche dal sindaco di Vecchiano Massimiliano Angori e dall’assessore Lorenzo del Zoppo, che hanno consegnato alla dirigente Pieraccioni una targa di «ringraziamento per la passione spesa nel nostro istituto comprensivo e per la collaborazione con l’amministrazione nell’interesse delle giovani generazioni». Pieraccioni ha salutato i ragazzi, spendendo anche due parole sulla situazione scolastica attuale: «Questa pandemia ha messo a nudo tanti problemi che la scuola già aveva e che non erano stati del tutto risolti. Strutture inadeguate, un piano di assunzioni che si era fermato. È la prima industria del paese con dieci milioni di studenti e un milione di dipendenti, ed è chiara quindi l’importanza e l’attenzione che deve avere. La scuola – prosegue Pieraccioni – si deve reinventare. Non possiamo pensare che tornerà ad essere quella di prima, ma non potrà essere nemmeno più quella di adesso, quella della didattica a distanza. Il rapporto fra ragazzi, insegnanti deve esserci. Il clima classe è già metà dell’apprendimento. Non possiamo togliere loro tutta quella parte sensoriale che può portare a sviluppare una passione o un’altra. Davanti allo schermo è tutto piatto, anche l’apprendimento, sempre se c’è. La tecnologia serve, è una parte importante della comunicazione se però utilizzata nel modo giusto, come metodologia didattica, ma non può e non deve sostituire i rapporti umani». Pensando poi al futuro aggiunge: «Mi sto lentamente abituando a questa nuova fase di vita. Vorrei portare avanti alcuni lavori che ho sempre lasciato da parte, per evidenti ragioni di tempo. Sono appassionata di storia e mi piacerebbe molto sviluppare un progetto con al centro figure femminili che hanno cambiato la società con i loro contributi, anche inconsapevolmente».

Giulia Serni

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