Sicurezza
I problemi dei giovani allo sportello di ascolto del progetto La Zattera
SAN GIULIANO. «Si è concluso un anno scolastico molto difficile, connotato dall’alternanza tra didattica a distanza e in presenza, da quarantene, da emozioni contrastanti e inaspettate che hanno visto protagonisti adulti, ragazzi e ragazze. Lo Sportello di ascolto del progetto La Zattera (Cooperativa Arnéra), finanziato dalla Società della Salute Pisana e dal Comune di San Giuliano Terme, è tornato a svolgere la propria attività in presenza nei due istituti scolastici del territorio, già da ottobre 2020, ascoltando molti ragazzi, ragazze, insegnanti e famiglie», dice Maria Rosa Cranchi, coordinatrice del progetto La Zattera.
«In particolare – aggiunge – sono stati 135 i ragazzi e le ragazze della scuola secondaria di primo grado ascoltati, per un totale 197 colloqui in presenza. I bambini e le bambine della scuola primaria che si sono rivolti allo spazio di ascolto sono stati 42 per un totale di 138 colloqui. Oltre ai colloqui in presenza numerosi i contatti online con adolescenti e famiglie, con webinar su tematiche che riguardano la rete e le nuove relazioni. Le tematiche di cui si è parlato di più allo sportello sono state affettività, relazioni tra coetanei, la rete, il cyberbullismo legato soprattutto anche alle chat dei gruppi classe, temi legati alle nuove situazioni e conflitti familiari, ma anche autolesionismo, difficoltà alimentari e disturbi da ansia generalizzata, problematiche relative al continuo adattamento alla didattica. Tra gli alunni della scuola primaria, rilevante è stata anche la preoccupazione per i familiari, le questioni legate alle difficoltà economiche delle famiglie e purtroppo i lutti».
«L’Osservatorio sulle povertà e la Consulta del Volontariato di San Giuliano Terme – dicono gli assessori Roberta Paolicchi e Francesco Corucci – hanno rappresentato un punto fermo per le fasce più fragili della nostra comunità. Il Comune c’è sempre stato ed è pronto a continuare a fare la sua parte nel supporto a queste attività. Ringraziamo le dottoresse Maria Rosa Cranchi e Irene Gotti per il lavoro svolto e tutte le persone che hanno contribuito a mantenere attivi questi importanti servizi».
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