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Pisa

la polemica 

«Al villaggio Centofiori caos e poche regole, il Comune intervenga»

Sara Venchiarutti
«Al villaggio Centofiori caos e poche regole, il Comune intervenga»

La denuncia del comitato dei residenti: situazione difficile Le cose sarebbero cambiate con l’arrivo dei nuovi inquilini

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Sara Venchiarutti

PISA. Per diversi abitanti del villaggio Centofiori, in piazzale M. L. King, tutto è cambiato circa cinque anni fa quando alcuni inquilini storici hanno lasciato il posto alle nuove famiglie (circa una decina) assegnatarie delle case popolari del complesso residenziale. «Inserimenti che riteniamo selvaggi, con nuclei familiari abbandonati qui senza gli adeguati percorsi previsti dalla legge e senza che la proprietà comunale, o chi per essa, si sia fatta carico dell’applicazione e del controllo dei regolamenti di condominio vigenti». È la denuncia che arriva da Salvatore Montano in rappresentanza del comitato del villaggio Centofiori, che comprende 112 abitazioni tra case pubbliche (la maggioranza), amministrate da Apes, e fondi privati, circa una ventina.

Da allora i residenti lamentano rumori molesti a ogni ora, musica a tutto volume, parcheggi “selvaggi” anche dove vige il divieto di sosta, in alcuni casi rendendo impossibile il transito dei mezzi di soccorso. E, soprattutto, il mancato dialogo. «Ci sono famiglie che hanno cercato il contatto, con altre non è andata così. Cinque anni fa – spiega – si sono liberati molti appartamenti. Abbiamo chiesto al Comune di affittarli e piano piano una parte è stata assegnata (sono circa sette le case tuttora sfitte). Però nessuno ha detto a queste nuove famiglie le regole da rispettare. E questa è responsabilità del Comune e dell’Apes. Siamo andati a parlare con le istituzioni, ma la vecchia amministrazione comunale ha tergiversato, con quella nuova abbiamo dovuto aspettare 18 mesi prima di avere un incontro con l’assessore competente».

A questo si aggiungono buche e avvallamenti sul manto stradale e ben 10 cassonetti con ogni genere di rifiuti proprio sotto le finestre delle case, oltre ai problemi relativi «alla muratura e ai tetti posti in un’assemblea tenutasi nel 2018. L’ente si impegnò a portare avanti determinati lavori e iniziative, ma poi non accadde nulla. Se la struttura è abbandonata, gli interventi di natura ordinaria diventano straordinari». E i residenti del comitato non intendono fermarsi, anzi. «Vogliamo rimettere al centro la qualità della vita – sottolinea Montano –. Siamo contenti che i fondi siano assegnati, ma chiediamo che le istituzioni competenti applichino le leggi per l’inserimento dei nuclei familiari e che verifichino il rispetto delle regole. La nostra prima scelta è il dialogo, ma se non succederà nulla chiederemo un incontro al procuratore della Repubblica».

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