Sicurezza
Aggressioni e rapine, arrestati a Pisa due minorenni di Livorno membri di una baby gang
Avrebbero aggredito un ragazzo di 17 anni, ferendolo durante una rapina. Ecco perché è stata disposta la custodia cautelare in carcere per due minorenni, accusati di tentata rapina aggravata, lesioni aggravate, rapina consumata e lesioni
Pisa. Custodia cautelare in carcere per due minorenni, di Livorno, per i reati di tentata rapina aggravata, lesioni aggravate, rapina consumata e lesioni. La Polizia di Pisa ha eseguito stamani l'ordinanza di custodia emessa dal gip del tribunale per i minorenni di Firenze. L'indagine, coordinata dalla procura per i minorenni fiorentina e condotta dalla squadra mobile pisana, è partita dal grave ferimento, avvenuto a Pisa il 15 giugno scorso in pieno giorno in via Turati, di un ragazzo di 17 anni, colpito da un fendente durante un tentativo di rapina del portafoglio. I minori sarebbero responsabili di almeno un altro episodio commesso a Pisa, avvenuto ai danni di un 21enne. Come si spiega in un comunicato stampa diffuso dalla polizia, secondo quanto ricostruito, il 15 giugno scorso in pieno giorno in via Turati un ragazzo di 17 anni, di rientro da alcune compere in corso Italia, mentre percorreva la parallela del corso principale, è stato fermato da due coetanei che hanno tentato di rapinarlo e, alla sua reazione, uno dei due lo ha ferito all'addome con un fendente. Il ragazzo poi è riuscito a raggiungere la vicina piazza Vittorio Emanuele e chiedere soccorso a due militari. Le indagini, condotte dalla squadra mobile pisana, diretta dal vice questore aggiunto Fabrizio Valerio Nocita, sono partite immediatamente. Attraverso la descrizione, fornita dalla vittima prima di perdere conoscenza, sono state avviate le ricerche sul territorio, è stata circoscritta la scena del crimine e da quel punto, è iniziata un'analisi di ogni telecamera utile.
L'analisi delle telecamere
Dall'analisi delle prime telecamere è stato possibile individuare la presenza di due ragazzi che si allontanavano pochi istanti dopo il ferimento in direzione della stazione. Alcune ore dopo il fatto, gli agenti della squadra mobile, con la sezione polfer di Pisa, hanno rintracciato alla stazione di Pisa, due soggetti corrispondenti alla descrizione fornita dalla vittima. I due, minorenni, sono stati identificati e perquisiti, uno era stato trovato in possesso di un coltello, che ha fatto scattare la denuncia alla Procura dei minori. Le indagini, svolte successivamente sotto il coordinamento del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Firenze Roberta Pieri, hanno consentito di ricostruire quasi interamente la dinamica degli eventi accaduti quel pomeriggio. Attraverso l'analisi delle telecamere, è stato possibile ricostruire i movimenti dei due indagati, entrambi 17enni, sin dal loro arrivo alla stazione di Pisa quel pomeriggio. Il successivo passaggio in via Turati viene ripreso da altre tre telecamere e, sebbene l'evento si sia verificato in un "punto cieco", i due giovani vengono ripresi da una seconda telecamera in una fase successiva al ferimento, mentre si allontanano dalla scena del crimine a passo svelto. Le immagini li riprendono mentre uno dei due ripone dentro al marsupio un oggetto simile a un coltello, mentre il complice, con il braccio destro, sembrerebbe mimare con un gesto all'altro l'accoltellamento appena compiuto.
Le testimonianze e il precedente
Decisive sono state anche le dichiarazioni rese dal ragazzo vittima del tentativo di rapina e del successivo accoltellamento che, alla visione di un fascicolo fotografico fornito dagli investigatori, ha riconosciuto i due autori dell'aggressione. A quel punto, l'attenzione degli investigatori si è soffermata sui due responsabili. Sono state condotte delle indagini dalle quali è emerso che i due responsabili erano membri di una baby-gang livornese, frequentatrice del territorio pisano. Le indagini condotte sui profili social dei soggetti hanno consentito di ricostruire anche un secondo episodio, avvenuto la notte del 28 agosto in piazza Garibaldi. In quella circostanza la vittima, un ragazzo 21enne, ha riferito che mentre si trovava in piazza Garibaldi a trascorrere la serata due persone, staccate da un gruppo più numeroso, lo hanno avvicinato e, con la scusa di chiedergli una informazione, gli hanno sfilato il cellulare. Il giovane a quel punto si è ribellato ed è stato picchiato. Ad incastrare i due autori, anche stavolta, l'analisi delle telecamere, le dichiarazioni rese dalla vittima e da altri testimoni e, inoltre, una maglietta di un club sportivo con il nome di un calciatore noto, che uno dei due rapinatori indossava quella sera e che gli investigatori della squadra mobile, analizzando i profili social dei due sospettati, hanno riscontrato indossata dal ragazzo in alcune fotografie sui social.
L'arresto
Tutti questi elementi, gravemente indiziari, nonché il pericolo di reiterazione del reato hanno condotto il gip di Firenze a emettere una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dei due diciassettenni. Gli agenti della squadra mobile di Pisa hanno raggiunto i due ragazzi destinatari della misura. Dopo le perquisizioni, nell'ambito delle quali è stato rinvenuto anche parte dell'abbigliamento indossato all'atto della commissione delle rapine e numerosi telefoni cellulari sui quali sono in corso degli approfondimenti, i due arrestati sono stati associati in carcere in attesa dell'interrogatorio di garanzia.
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